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Mar 3, 2022 | Comunicazione politica

Il discorso di Zelensky al Parlamento Europeo

Simbolismo, pathos e guerra.

Mentre le truppe russe proseguivano l’invasione e la distruzione della capitale Kiev, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha tenuto un emozionante discorso in video collegamento con il Parlamento Europeo. Zelensky, provato ma deciso e risoluto, ha ricordato i sacrifici che l’Ucraina sta attraversando per difendere la propria libertà e ha ribadito la sua richiesta di far entrare il suo paese all’interno della Comunità Europea.

Un intervento a tratti straziante, iniziato con una formula di saluto sincera e di grande impatto emotivo:

“I don’t know how to welcome and greet everybody because I cannot say good morning or can say good afternoon or good evening. And I cannot, and that’s true because every day for some people, this day is not good “.

Il ringraziamento.

Dopo un breve ringraziamento al Parlamento Europeo Zelensky va subito al dunque. Con uno sguardo al passato, il presidente ricostruisce gli sforzi del popolo ucraino per affermare il sentimento europeo e la propria libertà; rievoca le due rivoluzioni (quella arancione del 2004 e quella di piazza Maidan nel 2014), nonché snodi cruciali nella storia del Paese e due eventi al quale i suoi concittadini sono molto legati.

«[Ukraine has gone through] Two revolutions, one war and five days of full scale invasion of the Russian Federation»

Il racconto delle atrocità di Zelensky.

Segue poi il racconto delle atrocità commesse dall’esercito russo. Il bombardamento di edifici civili, i missili sul memoriale per l’Olocausto di Baby Yar a Kiev. Zelensky si spende per evidenziare la brutalità russa e convincere una volta ancora i suoi ascoltatori del Parlamento Europeo ad accogliere l’Ucraina.

L’intervento prosegue con una parentesi sulla libertà e le motivazioni che spingono il popolo ucraino a resistere:

«We are fighting for our rights. For our freedoms. For life. For our life. And now, we’re fighting for survival. And this is the highest of our motivation. But we are fighting also to be equal members of Europe».

Un passaggio drammatico per il suo legame con il recente bombardamento di Piazza della Libertà a Kharkiv, tanto che si può sentire la voce del traduttore simultaneo rompersi nel tentativo di trattenere le lacrime.

Al discorso di Zelensky è seguita un’ovazione dei legislatori presenti in aula, molti dei quali indossavano magliette con l’hashtag #standwithUkraine o fiocchi con i colori giallo e blu. Un trattamento opposto rispetto a quello riservato a Sergei Lavrov, ministro degli Esteri russo, durante la trasmissione del videomessaggio con cui si è rivolto al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, quando molti diplomatici lì presenti hanno lasciato l’aula in segno di protesta. 

Parole e linguaggio del corpo.

Zelensky sceglie con cura le sue parole. Il termine «libertà» viene ripetuto 11 volte. Si affida, trasportato dall’emotività del momento, a frasi brevi e perentorie, semplici e dirette:

 «Now, we are dealing with reality. We’re dealing with killed people, real life».

Il suo corpo segue l’emotività dell’intervento, si muove e gesticola durante i passaggi più coinvolgenti. Sorride ed appare più conciliante parlando dell’unità auspicata tra Ucraina e Unione Europea. Conclude il discorso guardando fisso in camera, quasi immobile, ma speranzoso:

«Life will win over death and light will win over darkness. Glory be to Ukraine». 

Scenografia.

Parlamentari e membri della commissione guardano davanti a loro un’immagine semplice. Zelensky, seduto al centro, indossa una maglietta verde scuro; dall’inizio del conflitto, ha abbandonato giacca e cravatta in favore della veste mimetica o abiti civili i cui colori ricordano le divise dell’esercito ucraino. Una scelta in linea con la sua decisione di rimanere a Kiev e rifiutare l’offerta statunitense di lasciare il Paese: se il Paese è in guerra anche il presidente lo è. Difende gli ucraini e non c’è più spazio per giacca e cravatta. 

Il feed del suo profilo Instagram spiega visivamente questa volontà comunicativa.

Screenshot del feed Instagram del presidente ucraino Zelensky.
Screenshot del feed Instagram del presidente ucraino Zelensky.

Altrettanto spartana è l’ambiente in cui è stato registrato il video: un muro bianco e la bandiera dell’Ucraina alla destra di Zelensky. L’inquadratura non inquadra niente di più, nemmeno una scrivania; solo il Presidente, ripreso con un’inquadratura a mezzo busto che non lascia intravedere nient’altro. Una scenografia modesta, che trasmette al meglio il momento di guerra e privazione che stanno attraversando gli ucraini.

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