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Ott 10, 2022 | ELEZIONI, Usa

La sfida delle midterm in Texas.

Beto O’Rourke è un politico statunitense, per la precisione texano, esponente del Partito Democratico. Se vi sembra di aver già sentito il suo nome, è colui che è arrivato a soli 200mila voti dall’essere eletto senatore in Texas nel 2018, superando i 4 milioni di consensi. Si tratta della cifra più alta mai raggiunta da un democratico in Texas, e rendendo la sua sfida contro Ted Cruz la più combattuta in 40 anni.

Ebbene, quest’anno O’Rourke riproverà a prendersi il Texas, ma questa volta nelle vesti di governatore. L’8 novembre sarà infatti lo sfidante dell’incumbent Greg Abbott, repubblicano di ala trumpiana. L’impresa non sarà facile, perché il Texas è saldamente in mano al Grand Old Party dal 1995 ormai. Ma come detto, il democratico si è già dimostrato capace di raccogliere grande consenso tra la popolazione texana.

Qual è la situazione?

O’Rourke, che per tutti è Beto, non ha i favori dei sondaggi (la forbice tra i due candidati va dai 4 agli 8 punti percentuale). Ma in tempi dove il consenso è volatile e la gran parte degli indecisi sceglie per chi votare pochi giorni prima dell’appuntamento elettorale, niente è scritto. Come ha già avuto modo di dimostrare quattro anni fa.

Altro aspetto caratterizzante di questa stagione politica è la fidelizzazione verso il candidato, la singola personalità, o issues specifiche, piuttosto che verso un partito nel suo insieme. Di certo se c’è una cosa che non manca a Beto O’Rourke è proprio il carisma, al contrario di Abbott che invece è ai minimi quanto a gradimento, alla vigilia di quello che sarebbe il suo terzo mandato.

La campagna elettorale di Beto O’Rourke.

Proprio per coinvolgere gli indecisi o, ancora meglio, per cercare di convertire qualche repubblicano non granitico o deluso, il democratico di El Paso sta battendo a tappeto il Texas. L’equazione è semplice: se un indeciso o un potenziale astenuto vale un voto, un ex repubblicano ne vale due; ciò, viste le distanze risicate, può fare tutta la differenza del mondo, e Beto lo sa.

La sua campagna elettorale, infatti, si sta concentrando soprattutto sulle aree rurali, in particolare la cosiddetta “Texas panhandle”, il manico di padella, così chiamato per la forma allungata della parte settentrionale dello Stato. Questa si caratterizza come l’area a più alta concentrazione repubblicana (si parla di un 80% minimo per finire a percentuali vicine al 100%), dove gli incontri pubblici di O’Rourke procedono a una media di tre al giorno.

Mappa del Texas Panhandle
Texas Panhandle (Credit: Texas State Historical Association)

La sua campagna di crowdfunding sta andando a gonfie vele soprattutto grazie alle piccole donazioni (il margine con il budget del governatore uscente è comunque incolmabile), e a suo favore gioca proprio il grande entusiasmo del suo elettorato, la voglia di cambiamento, opposta a una base repubblicana – sì, più vasta numeri alla mano – ma meno coinvolta da una figura a cui si è ormai assuefatti e di certo non ai massimi del gradimento.

I temi delle midterm in Texas.

Prossimità sembra dunque essere la parola chiave per Beto, sia offline che online, vista la sua grande presenza sui social sui quali non manca di mostrare il legame con la sua base (più di un milione di followers su Instagram e 2,5 milioni su Twitter contro i 71mila e 830mila del governatore Abbott).

Screenshot del feed Instagram di Beto O'Rourke
Screenshot del feed Instagram di Beto O’Rourke (profilo Instagram di Beto O’Rourke)

Spesso poi, negli Stati Uniti, decisivi nelle tornate elettorali sono i voti delle donne e delle minoranze, come i latini (che nel caso del Texas sono tutto meno che minoranza, arrivando a sfiorare il 40% della popolazione). Qui entra in gioco la variabile delle single issues, sulle quali la comunicazione di Beto si sta concentrando in maniera sostanziale nell’ultimo periodo. Una di queste è sicuramente il tema aborto, che potrebbe rivestire una grossa discriminante per il voto femminile, vista l’assai restrittiva legge texana in merito – che lo vieta sempre e comunque salvo pericolo di vita della donna – e O’Rourke ha marcato molto la mano su questo punto durante l’ultimo dibattito televisivo. Per quanto riguarda i latini invece, solitamente di simpatie repubblicane, il democratico sta spingendo su tematiche economiche e di welfare.

Ma l’elefante nella stanza è sicuramente caratterizzato dalla questione armi da fuoco, il cui possesso e acquisto è stato ampiamente avallato da Abbott – che ha ideato un provvedimento che consente di possedere armi senza alcuna licenza – ma che dopo la strage di Uvalde è un argomento più che mai sentito e discusso dall’opinione pubblica. La proposta di O’Rourke sarebbe di vietare quantomeno le armi d’assalto, e i suoi incontri non hanno mancato di coinvolgere le famiglie di alcune vittime.

Ultimi, ma non ultimi, i “nuovi texani”, una grande flotta di americani trasferitisi in Texas perché attirati principalmente dal minore costo della vita; molti vengono dalla California e sicuramente contribuiranno all’afflusso di voti ai democratici, che già attingono a piene mani, come da consuetudine, dai grandi centri urbani.

Rimane dunque solo una grande domanda: ce la farà quest’uomo a far diventare il Texas blu?

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