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Ott 27, 2022 | Comunicazione politica

La comunicazione di Giorgia Meloni da Premier

Analisi del discorso tenuto alla Camera per chiedere la fiducia.

Nel discorso tenuto alla Camera per chiedere la fiducia, la nuova Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato soprattutto di economia, nazione e libertà, utilizzando un linguaggio caro alla destra ma anche moderato nei passaggi relativi alla collocazione internazionale dell’Italia. 

Leggermente emozionata e interrotta sin dai primi minuti da applausi e ovazioni, Giorgia Meloni ha tenuto un discorso molto lungo e pieno di argomenti. Le parole più utilizzate sono state: «Italia» (55 volte), «governo» (32) e «anno» (30), ma spiccano anche «nazione», «libertà» e «impresa»

I temi di cui ha parlato per più tempo sono stati, in ordine, economia, istituzioni ed Europa. L’immigrazione, tema storicamente molto caro all’intera coalizione, ha ricevuto soltanto poche battute. Poco dopo l’introduzione e i ringraziamenti la Presidente ha rivendicato la celerità nella formazione di questo governo – il più veloce della storia repubblicana – come per dare dimostrazione e pratica al claim Pronti utilizzato in campagna elettorale. 

Rispetto della volontà popolare e riforma costituzionale presidenziale sono altri due temi che riprende nel discorso e che non solo provengono dalla campagna elettorale più recente, ma risalgono alle rivendicazioni del partito sin dalla sua nascita. La retorica del mandato popolare è infatti un tema caro a Giorgia Meloni: «Interrompiamo l’anomalia italiana», finalmente c’è un «governo politico rappresentativo della volontà popolare». E di nuovo ricorda come l’Italia abbia avuto «governi deboli» e privi di «mandato popolare»

Cambia invece orientamento sui temi di collocazione internazionale dell’Italia, che ora deve stare saldamente, secondo Meloni, dentro il patto atlantico e in Unione Europea. La presidente tiene a chiarire che l’Europa non è sempre stata pronta ad affrontare i grandi temi, come crisi energetica e della materie prime.   

Proprio come in campagna elettorale, ha dedicato grande attenzione ai temi più importanti del momento: caro bollette e crisi energetica. Per farlo ha utilizzato l’acuta metafora della nave-Italia «nel pieno di una tempesta», un’imbarcazione che «ha subito diversi danni» e che è stata affidata dagli elettori al centrodestra con il compito di essere condotta in porto. 

Amerigo Vespucci e la «Nave Italia».

Una metafora che si ripresenta in diversi momenti del discorso è quella che rimanda all’Amerigo Vespucci, l’imbarcazione della Marina Militare italiana definita la nave più bella del mondo. Meloni usa acutamente il riferimento a questo veliero per sottolineare come «l’Italia, con tutte le sue ammaccature, rimane la nave più bella del mondo». Frase usata per esaltare il Paese, inteso e appellato in tutto il suo discorso come «Nazione»

All’orgoglio italiano si richiama quando equipara l’Italia a «una imbarcazione solida alla quale nessuna meta è preclusa se decide di riprendere il viaggio». 

Così come per la nave, Giorgia Meloni cita e usa una serie di parole molto care agli ambienti e agli elettori del centrodestra. L’orgoglio italiano del made in italy, espressioni come «non ci tireremo indietro», «il coraggio non ci difetta», «non indietreggeremo, non getteremo la spugna, non tradiremo» fino alla libertà degli individui e delle imprese. La famiglia, considerata «pilastro» e da «rimettere al centro della società», viene associata a valori positivi. Ma ancora, l’Italia è «la culla della civiltà occidentale e del sistema dei valori di libertà, uguaglianza e democrazia» ed ha radici «cristiano-giudaiche». In questi passaggi Giorgia Meloni strizza l’occhio alla parte più radicale e ideologizzata della sua compagine politica, molto legata alle radici e a un’idea di Europa e di Italia molto fedeli alla tradizione del passato. 

Inoltre, quando Meloni parla dell’idea di sostenere chi fa impresa e non disturbare «chi vuole fare» si delinea quello che alcuni esperti hanno definito conservatorismo inglese, e che ricorda molto il linguaggio usato da Margharet Thatcher.

Alcuni passaggi del suo discorso hanno sollevato critiche e perplessità. L’elencazione di donne importanti che, a suo dire, le hanno permesso di raggiungere la carica che oggi ricopre, avviene per nome e secondo diverse voci critiche si tratta di una infantilizzazione delle figure da lei citate. 

Libertà.

Libertà è una delle parole che più ritornano durante il discorso, spesso accostata a temi diversi tra loro e declinata in diverse accezioni. Oltre ad essere utilizzata nei casi che abbiamo già citato, viene nominata durante l’augurio di «liberare le migliori energie di questa nazione», attraverso un «futuro di maggiore libertà, giustizia e benessere»

Ritorna poi nel passaggio sui giovani e il loro diritto a manifestare, nella citazione di Montesquieu e in quella finale del Papa. 
È la pandemia, però, il tema conclusivo del discorso di Giorgia Meloni, anche questo declinato sulla libertà. La nuova presidente del consiglio sottolinea come le limitazioni di libertà non abbiano dato alcun risultato. L’Italia ha adottato misure più restrittive dell’intero occidente, ma nonostante questo ha registrato i peggiori dati su ricoveri, morti e contagi.

Underdog.

Giorgia Meloni chiude il suo discorso in maniera peculiare, parlando di se stessa come di un underdog, di una persona cioè, che mai nessuno si sarebbe aspettato avrebbe potuto ricoprire il ruolo che ricopre oggi. 

Rivendica di essere la prima donna presidente, di provenire da un’area politica tenuta ai margini della politica italiana per decenni e di aver avuto una vita personale non favorevole, così come non aver potuto contare su «amicizie importanti». Si prende insomma la sua rivincita personale.

Chiude il suo discorso parlando nuovamente di libertà. Prima citando il Papa e poi, a bassa voce, per attirare su di sé attenzione e curiosità della platea pronuncia: «Io sono sempre stata una persona libera, sarò sempre una persona libera, e per questo intendo fare esattamente quello che devo, grazie». 

Conclude abilmente il suo discorso, con una frase di auto-affermazione, in linea con la sua figura politica ma in controtendenza rispetto al tono del resto del discorso. Meloni infatti usa durante tutti i 70 minuti un climax di tono: inizia frasi a tono basso per aumentarlo costantemente fino ad arrivare alla conclusione della disamina di un argomento. In quel momento la sua voce è molto più forte, decisa e perentoria, lo sguardo non è più rivolto ai fogli ma alla platea. Appare quindi decisa e risoluta, anche se, va sottolineato, nei momenti in cui si spinge fino al grido, appare aggressiva.

Qui il discorso integrale

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