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Gen 26, 2023 | Sondaggi

Quanto contano i fattori locali nelle elezioni regionali?

Le elezioni di Lazio e Lombardia

Quanto sono diverse le elezioni locali da quelle nazionali? E poi, possiamo quantificare questa differenza? E quanto incideranno, più o meno, i fattori locali nelle elezioni regionali che si terranno il 12 febbraio 2023 cioè Lazio e Lombardia?

Quante volte avete sentito dire che «le elezioni locali sono molto diverse da quelle nazionali, diverse dinamiche, molto più personalizzate, insomma tutto diverso»? Alcuni aspetti di questa convinzione sono abbastanza intuitivi. Più l’elezione è vicina al cittadino, più è probabile che essa abbia fattori locali e meno risponda a dinamiche nazionali. Per esempio, le elezioni comunali sono probabilmente meno politicizzate rispetto alle regionali. Allo stesso tempo, un comune piccolo avrà elezioni meno politicizzate rispetto ad un comune grande.

Ma torniamo alle domande iniziali su Lazio e Lombardia.

Possiamo averne un’idea almeno in alcune zone particolari. Non dati perfetti, quello no, ma un’idea sì. Di solito la risposta non è facile perché comparare elezioni differenti che si svolgono in momenti differenti è molto difficile. Esempio pratico (o quasi): prendiamo il comune di Minas Tirith nello stato di Gondor. Se le elezioni nazionali di Gondor sono state nel settembre 2020 e quelle comunali di Minas Tirith sono state nel maggio 2022 come possiamo sapere se la differenza tra le due sia dovuta a un cambiamento d’umore nazionale o al fatto che i candidati sindaci o al consiglio comunale di Minas Tirith abbiano convinto alcuni elettori a non badare alla loro fedeltà nazionale ma a votare per loro? Inoltre, le persone che sono andate effettivamente a votare sicuramente non coincidono esattamente. Insomma la distanza temporale può confondere e rende difficile arrivare a conclusioni.

La fortuna alcune volte aiuta. In alcuni casi infatti elezioni di respiro nazionale (politiche ed europee) coincidono con elezioni locali (regionali, comunali e forse in futuro prossimo anche provinciali). L’esempio più famoso in Italia è quello delle europee. Infatti l’ultima volta che si votò per le elezioni europee (maggio 2019) andarono al voto anche la regione Piemonte e ben 3.844 comuni. Praticamente la metà dei comuni esistenti in Italia che sono circa 8 mila).

Come possiamo calcolare la differenza per Lazio e Lombardia?

Come dicevamo però, qui non ci concentriamo su comunali ed europee bensì su elezioni regionali e politiche, prendendo in considerazione tre casi di regioni che sono andate al voto lo stesso giorno in cui si svolgevano le elezioni politiche: Sicilia 2022, Lazio 2018 e Lombardia 2018. Tre regioni che ben rappresentano Sud, Centro e Nord del Paese. Lo scopo è quantificare la differenza di voti ottenuti dai vari schieramenti politici e verificare l’esistenza di differenze sostanziali tra di loro per regione ed elezione.

Il metodo che abbiamo scelto è relativamente semplice. Calcolare la differenza dei voti ottenuti tra le varie coalizioni nelle due elezioni, che ricordiamo essersi tenute lo stesso giorno a livello comunale. In questo modo non otterremo la cifra esatta di persone che hanno cambiato coalizione da un’elezione all’altra bensì un numero minimo di persone.

Facciamo un esempio pratico (o quasi).

Il comune di Minas Tirith ha 10 persone che sono andate a votare. Alle elezioni nazionali di Gondor, sei di questi elettori hanno votato per la coalizione “Ritorno del Re (RR)”. Quattro per la coalizione “Viva il Sovrintendente (VS)”. Nello stesso giorno, alle elezioni comunali, invece le due coalizioni hanno pareggiato 5 voti a 5 voti. Questo ci dice che almeno una persona ha cambiato il suo voto tra le due elezioni (passando da RR a VS) e che quindi alle elezioni comunali ha scelto una coalizione diversa rispetto alla sua scelta nazionale. Il candidato locale di VS per esempio potrebbe averlo convinto che loro sono meglio a livello locale rispetto a RR. O magari sono amici e gli ha dato un voto fidandosi della sua persona più che della sua coalizione. Attenzione, sappiamo che almeno un elettore ha cambiato coalizione ma potrebbero essere di più. Per esempio, potrebbero essere stati tre elettori a cambiare coalizione (due che passano da RR a VS e una invece da VS a RR). Guardando solo i numeri però non possiamo saperlo e ci limiteremo al minimo. 

Tornando all’Italia, le coalizioni che sono state prese in esame sono il centro-sinistra, il centro-destra e il Movimento 5 Stelle. Tutte le altre sono state unite sotto un’unica categoria creando una coalizione fittizia “Altri”. Per la Sicilia 2022 si aggiunge anche la coalizione Azione-Italia Viva, comunemente chiamata Terzo Polo. Quindi i movimenti tra partiti della stessa coalizione (da Lega a Fratelli d’italia per esempio) non vengono considerati.

Quindi, quanti elettori hanno “tradito” la propria coalizione nazionale per votarne, nello stesso giorno, una differente alle elezioni regionali in Lombardia e Lazio nel 2018 e in Sicilia nel 2022?

Tabella con percentuali di voto per tre regioni: Sicilia, Lombardia e Lazio
Tabella con percentuali di voto per tre regioni: Sicilia, Lombardia e Lazio (dati Piave).

L’influenza dei fattori locali nelle elezioni regionali in Lombardia.

In primo luogo, ben 24 mila persone hanno snobbato le elezioni nazionali e hanno votato solo alle regionali, mobilitandosi – di fatto – solo per quest’ultime. Coloro che sono passati dall’astensione nelle nazionali all’espressione di un voto alle regionali, dimostrando interesse solo per quest’ultime, hanno rappresentato lo 0,4% sul totale dei votanti. Inoltre, circa 290 mila elettori hanno cambiato coalizione. Quest’ultimi rappresentano invece il 5,2% dei voti validi delle regionali.

Per concludere, almeno il 5,6% di coloro che hanno espresso un voto alle regionali in Lombardia nel 2018 è stato influenzato più da ragioni di carattere regionale che nazionale . Le province con il dato più alto sono: Como (6,7%), Sondrio (6,6%) e Lecco (6,4%) mentre al contrario quelle con il dato più basso sono Mantova (3,2%), Cremona (4,5%) e Pavia (5%).

L’influenza dei fattori locali nelle elezioni regionali nel Lazio.

In Lazio i numeri sono leggermente più alti a livello relativo. Almeno 8 mila persone (0,3% dei votanti alle regionali) sono uscite dall’astensione delle politiche per votare alle elezioni regionali mentre almeno 290 mila persone (7,7%) hanno cambiato coalizione.

Quindi in totale almeno il 7,7% dei votanti alle regionali del Lazio ha votato per ragioni più legate ai fattori regionali che nazionali. La provincia di Frosinone ha numeri decisamente più alti rispetto alla regione (13,7%) mentre la Città Metropolitana di Roma è quella che li ha più bassi (6,5%).

L’influenza dei fattori locali nelle elezioni regionali in Sicilia.

In Sicilia la situazione è differente. Prima di tutto va sottolineato che non tutti i comuni sono stati analizzati in quanto la Regione Siciliana non ha ancora fornito i dati completi di tutti i comuni. Mancano ancora all’appello alcune sezioni di Agrigento, Siracusa, Villalba (Caltanissetta), Lentini (Siracusa) e Misiliscemi (Trapani). Quindi solo i comuni completi sono stati considerati.

Il 25 settembre 2022 almeno 87mila siciliani hanno deciso di non votare alle nazionali ma votare solo alle regionali; il 4,3% dei voti espressi. Allo stesso tempo, almeno 322 mila siciliani hanno cambiato coalizione nello stesso giorno; il 15,4% dei voti espressi.

La loro somma arriva ad un impressionante 20,1% dei voti (ricordiamo sempre minimo) alle regionali in Sicilia del 2022 che sarebbero legati più a fattori locali che a fattori nazionali. Agrigento, escluso il capoluogo (26,5%) ed Enna (23,4%) sono le province con il dato più alto mentre Palermo (17,6%) e Caltanissetta (18,1%) quelle con il dato più basso.

I dati sembrano suggerire che il voto regionale in Sicilia sia decisamente meno nazionale (e quindi più legato a fattori regionali e probabilmente anche più personalizzato) rispetto al Lazio e alla Lombardia. La Sicilia infatti ha una percentuale quasi tre volte superiore al Lazio e quasi quattro volte superiore alla Lombardia. 

Analizzando i risultati di Sicilia, Lazio e Lombardia…

Va sottolineato anche che il risultato della Sicilia può essere più alto per alcune ragioni addizionali. Prima di tutto, l’aumento del numero di coalizioni rispetto al 2018 (che passano da quattro a cinque con l’aggiunta del Terzo Polo) fa sì che aumenti anche l’offerta politica e quindi la possibilità che un elettore cambi fedeltà è più facile (passare dal centro-sinistra al Terzo Polo non è così psicologicamente pesante come passare dal centro-sinistra al centro-destra per esempio). L’aumento delle coalizioni inficia anche leggermente il modello a livello matematico per ragioni che è difficile spiegare in questa sede.

In secondo luogo, il Lazio e la Lombardia hanno nel loro territorio i due comuni più grandi d’Italia, Roma e Milano; elemento che contribuisce ad abbassare la loro percentuale. Questo perché considerando i comuni un tutt’uno, le differenze interne – come lo spostamento di voti da una coalizione all’altra all’interno di un quartiere e lo spostamento inverso in un altro – vengono annullate. Per ovviare a quest’ultimo problema, la maniera migliore, che metteremo alla prova in futuro, sarebbe usare come unità di analisi non i comuni ma le sezioni elettorali.

Nonostante queste ultime considerazioni, che possono far cambiare leggermente i numeri finali, la sostanza non cambia. La Sicilia sembra avere elezioni regionali dove il focus è molto più concentrato su fattori locali e regionali rispetto almeno al Lazio e alla Lombardia. 

E per rispondere alla domanda iniziale, “quanto possono essere diverse le elezioni regionali del 12 febbraio in Lazio e Lombardia rispetto alla situazione nazionale?”, possiamo aspettarci che almeno un 5% degli elettori non segua dinamiche nazionali ma dinamiche strettamente locali e regionali.

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