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Feb 8, 2023 | ELEZIONI, Italia

Tutto quello che devi sapere sulle elezioni in Lombardia.

Tra pochissimi giorni ci saranno le elezioni in Lombardia per eleggere il nuovo Presidente di regione e il nuovo consiglio regionale. Pronti per lo spiegone di Piave?

Sistema elettorale

In Lombardia, il sistema elettorale per eleggere il Presidente della regione è un maggioritario a turno unico: vince il candidato che al primo turno ottiene la maggioranza relativa dei seggi. Non sono previsti turni di ballottaggio. 

Per il consiglio regionale, le regole cambiano. Per garantire la rappresentanza di ognuna delle 12 province lombarde, il consiglio regionale viene infatti eletto sulla base di un sistema proporzionale. In tutto ci sono 80 seggi: 79 vengono eletti con questo sistema, l’80esimo è riservato di diritto al primo perdente tra i candidati alla presidenza.

Sebbene sia stabilito che la coalizione vincente non possa ottenere in nessun caso più del 70% dei seggi in consiglio, sono previsti dei premi di maggioranza. Nel caso la coalizione vincente ottenga meno del 40% dei voti, il premio ammonta a 44 seggi (il 55%), se i voti ottenuti superano invece il 40%, il premio sale a 48 seggi (60%). La soglia di sbarramento per le liste che corrono da sole è del 3%, al contrario, non è prevista alcuna soglia per le liste che sostengono un candidato che ottiene almeno il 5% dei voti.

Infine, l’elemento che farà impazzire tutti i presidenti di ogni seggio elettorale. In Lombardia è infatti possibile esprimere il cosiddetto “voto disgiunto”; si può dare il proprio voto ad un candidato e ad una lista che non lo sostiene.

Contesto

In generale, non sono attese grandi sorprese per queste elezioni. Sia perché cronologicamente molto vicine alle ultime elezioni politiche – che ci permettono di avere una panoramica delle tendenza di voto nella regione – sia perché la Regione Lombardia è governata ininterrottamente dal centrodestra da quasi 30 anni.

Lo scorso 25 settembre, per l’elezione del Senato, la coalizione di centrodestra ha ottenuto oltre 2,5 milioni di voti in Lombardia, pari al 50,4% del totale dei voti. Il centrosinistra si è fermato al 27,1%, Azione e Italia viva al 10,2%, mentre il Movimento 5 Stelle al 7,3%. Anche a livello provinciale, il centrodestra ha ottenuto ovunque più del 50% dei voti, tranne a Milano, dove ha prevalso il centrosinistra per circa 5 punti percentuali.

Manca quindi la suspense che ci piace tanto in una campagna elettorale. Ma questo non significa che non ci siano dinamiche interessanti. Vediamoli insieme:

  1. A prescindere dall’eventuale vittoria di Fontana (a oggi il favorito), ci sarà un inevitabile rimpasto dei rapporti di forza tra i partiti in consiglio regionale. Una conseguenza diretta del fatto che – come hanno dimostrato le elezioni politiche – il primo partito all’interno della coalizione di centrodestra è Fratelli d’Italia e non più la Lega (partito di Fontana).
  2. Le elezioni in Lombardia sono le prime – dall’alleanza a sostegno del governo Draghi – che vedono una coalizione tra M5S e centrosinistra
  3. Tra i candidati, ce n’è uno dal lungo passato politico tra le fila del centrodestra, che ha deciso di candidarsi con una coalizione di centro e che sta facendo campagna elettorale per accaparrarsi i voti sia degli elettori di destra che di quelli di sinistra. Stiamo parlando di Letizia Moratti.

Candidati

Veniamo ora ai candidati, che vi presentiamo in ordine di presentazione della loro candidatura.

Attilio Fontana.

Foto di Attilio Fontana
Attilio Fontana (profilo Facebook di Attilio Fontana)

Presidente uscente e candidato della Lega sostenuto dalla coalizione di destra (Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati). Avvocato di 70 anni, prima di diventare presidente della Regione Lombardia nel 2018 ha svolto la sua gavetta politica come amministratore locale: è stato sindaco per ben due volte ma in due città diverse (totalizzando 15 anni come primo cittadino) e presidente del consiglio regionale sotto la presidenza Formigoni. Come presidente a guida di una delle regioni d’Italia più colpite durante la pandemia, Attilio Fontana è stato al centro di numerose critiche per la cattiva gestione dell’emergenza sanitaria. 

Letizia Moratti.

Foto di Letizia Moratti
Letizia Moratti (profilo Facebook di Letizia Moratti)

La candidata di cui si è parlato di più per le modalità con cui è scesa in campo. Da gennaio 2021 a novembre 2022, la Moratti ha ricoperto i ruoli di assessore al Welfare e vicepresidente della Regione Lombardia, sostituendo rispettivamente Giulio Gallera e Fabrizio Sala a seguito delle critiche nate per la cattiva gestione dell’emergenza pandemica. Non era un segreto che Letizia Moratti aspirasse ad una candidatura alla presidenza della regione sostenuta dalla destra, per cui nessuno si è sorpreso quando a novembre 2022 ha annunciato le sue dimissioni dalla giunta lombarda, dopo che era diventato chiaro che la destra avrebbe sostenuto la ricandidatura di Fontana.

La versione ufficiale ovviamente è un’altra, ovvero che le dimissioni fossero dovute alla sua opposizione alla decisione del governo di Giorgia Meloni di reintegrare al lavoro il personale sanitario non vaccinato, due mesi prima del previsto. Pochi giorni dopo però, la Moratti ha annunciato la sua candidatura, sostenuta dal Terzo Polo (Azione e Italia Viva).

Moratti, 73 anni, nasce come dirigente d’azienda, poi convertita a politica del centrodestra. E’ stata presidente Rai, ministra dell’Istruzione nei governi di Silvio Berlusconi e sindaca di Milano.

Pierfrancesco Majorino.

Foto di Pierfrancesco Majorino
Pierfrancesco Majorino (profilo Facebook di Pierfrancesco Majorino)

49 anni, europarlamentare e storico leader dell’ala sinistra del Partito Democratico milanese, Majorino è il candidato sostenuto dal centrosinistra (PD, Alleanza Verdi-Sinistra) e dal M5S e – sebbene indirettamente, dato che hanno deciso di non presentare una propria lista in polemica all’alleanza con il M5S ma ha inserito comunque i suoi esponenti più importanti nella lista di Majorino – i radicali di +Europa.

La storia politica di Majorino è tutta milanese. Eletto in consiglio comunale per la prima volta nel 2006, due anni più tardi diventa capogruppo del PD e capo dell’opposizione durante gli anni della giunta Moratti. Nel 2011 entra nella giunta comunale con la nomina ad assessore alle Politiche sociali.

Mara Ghidorzi.

Foto di Mara Ghidorzi
Mara Ghidorzi (profilo Facebook di Mara Ghidorzi X Unione Popolare)

E’ l’outsider di queste elezioni. Decisamente meno conosciuta rispetto agli altri candidati, è sostenuta da Unione Popolare, il piccolo movimento di sinistra radicale fondato nel 2022 dall’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Ghidorzi ha 41 anni ed è sociologa e ricercatrice.

Cosa dice l’ultimo sondaggio Ipsos pubblicato

Uno degli ultimi sondaggi diffusi, prima che scattasse il divieto di pubblicazione, è quello di Ipsos che conferma il vantaggio di Fontana sugli avversari. Ma andiamo con ordine.

Chi è il più conosciuto? Letizia Moratti risulta più conosciuta (93%) rispetto al presidente uscente Fontana (83%). Pierfrancesco Majorino è noto a due terzi dei lombardi (66%), mentre Mara Ghidorzi è conosciuta da meno di un elettore su tre (29%).

Chi è il più apprezzato? Per Letizia Moratti le valutazioni negative (51%) prevalgono su quelle positive (37%); una penalizzazione forse dovuta alla sua decisione di lasciare il centrodestra. Fontana è molto polarizzante: il 41% esprime gradimento per la sua candidatura a fronte del 41% che non la apprezza affatto. Majorino, invece, è l’unico dei quattro candidati che ottiene più valutazioni positive (37%) che negative (35%).

E le intenzioni di voto? Fontana con il 45% prevale su Majorino, stimato al 33,8%; a seguire Letizia Moratti che si attesta al 19% e Mara Ghidorzi, molto distante con il 2,2%.

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