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Set 14, 2023 | Brexit, Regno Unito

Bregret: i britannici si dicono pentiti per la separazione dall’UE.

Se fosse un matrimonio, si potrebbe parlare della cosiddetta crisi del settimo anno. Ma in riferimento alla Brexit il divorzio c’è già stato. Eppure, a sette anni dal referendum con cui il Regno Unito ha deciso di lasciare l’Unione europea, ci si ritrova all’apice della crisi, anche se di natura opposta. I britannici si dicono pentiti per la separazione.

Secondo l’ultimo sondaggio YouGov, infatti, è record per il numero dei cittadini del Regno Unito che ritengono sbagliata la decisione di uscire dall’Unione europea: sono il 57% . Più della metà, il 55%, voterebbe per rimanere in Ue, se il referendum si svolgesse oggi.

È il cosiddetto “Bregret”, termine coniato unendo le parole “Brexit” e “regret”, ad indicare proprio il sentimento di rimpianto per la decisione presa.

Non solo, se ai britannici fosse data ora la possibilità di decidere se rientrare o no in Unione europea con un nuovo referendum, la maggioranza sceglierebbe di tornare. 51% contro 32%.

Rishi Sunak e la gestione del Bregret.

Apparentemente è un bel problema per il primo ministro inglese, Rishi Sunak. Lui continua a ripetere che la Brexit sta portando benefici economici al Paese, riferendosi principalmente alla sua politica di punta, l’istituzione dei porti franchi (zone speciali con agevolazioni fiscali e doganali e norme commerciali semplificate) e ai tagli dell’Iva che avrebbero reso più economici diversi prodotti.

Lo scorso giugno durante una conferenza stampa congiunta tra Sunak e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden sulle future relazioni economiche tra il Regno Unito post-Brexit e gli Usa, il primo ministro inglese ha ribadito: “Dopo l’uscita dall’Ue, alcuni si sono chiesti che tipo di partner il Regno Unito sarebbe stato. Io dico: giudicateci dalle nostre azioni. Siamo impegnati come non mai nel rispetto dei nostri valori, siamo come non mai un alleato affidabile e una destinazione d’investimento che attrae”.

Ma a mettere in dubbio le parole di Sunak ci sono gli ultimi dati pubblicati da S&P Global sulla situazione delle imprese britanniche a maggio 2023. Parlano di una diminuzione delle esportazioni per il sedicesimo mese consecutivo, conseguenza degli ostacoli al commercio, seguenti alla Brexit, che stanno minando le relazioni con le aziende del continente.

Le aziende britanniche avrebbero attribuito la colpa del calo drastico delle esportazioni a fattori quali la perdita di ordini dagli Stati Uniti e l’Europa continentale. Oltre che al crescente numero di clienti Ue che si sono rivolti a fornitori locali per evitare le barriere doganali, le pratiche burocratiche e i ritardi legati all’esportazione di merci dal Regno Unito. Ma le grane per Sunak non finiscono qui. Stando agli ultimi sondaggi Opinium per The Observer, il partito laburista sarebbe a 17 punti percentuali di vantaggio rispetto ai conservatori,. 42% contro 25% nelle intenzioni di voto. Secondo il Guardian, che riporta indiscrezioni da Downing Street, i vertici del partito conservatore starebbero spingendo Rishi Sunak a indire elezioni anticipate, a maggio 2024 anziché novembre. Questo in vista del possibile ritorno al governo del Labour Party, dopo 14 anni all’opposizione, e nel tentativo di arginare una pesante sconfitta alle urne che sembra realtà.

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