Logo Piave agenzia di marketing e comunicazione digitale
Il blog di Piave: stories, analisi, notizie.

Gen 24, 2024 | APPROFONDIMENTO, Diritti

Diritto all’abitare. Tra riforme di Stato e diritti sociali.

Nella nuova Legge di Bilancio, la Manovra 2024, le misure di sostegno legate al tema della casa e del diritto all’abitare non hanno praticamente trovato spazio. Agevolazioni sono state introdotte dal Governo, limitatamente al 2024, solo in riferimento ai mutui per le famiglie numerose. Ma a dirci che questo intervento non va al cuore del problema è innanzitutto l’Istat, con dati che legano a doppio nodo la condizione di povertà assoluta a quella del vivere in affitto.

Per non parlare poi di tutte le proteste che hanno segnato il 2023: da quella degli studenti universitari contro il caro-affitti a quella dei sindacati di inquilini per il recupero di case popolari e le proteste organizzate contro il proliferare dei cosiddetti “affitti brevi”.

Il punto, in altre parole, è che sono soprattutto altri i soggetti che avrebbero avuto bisogno di misure di sostegno da parte dello Stato. Tutto, allora,lascia pensare che i problemi intorno al diritto all’abitare resteranno problemi anche nel 2024.

MANOVRA 2024: MUTUI AGEVOLATI PER LE FAMIGLIE NUMEROSE

Nella Manovra – dicevamo – si parla solo di mutui e di agevolazioni per le famiglie numerose che, per l’anno in corso, godranno di priorità per l’accesso al Fondo mutui prima casa. Queste famiglie saranno avvantaggiate nell’ottenere i mutui agevolati. Nello specifico, il testo prevede che chi ha più di tre figli a carico che hanno meno di ventuno anni, e richiede un mutuo per comprare la prima casa, può avere una garanzia da parte dello Stato pari all’80% del prestito, a patto che la somma presa in prestito sia almeno l’80% del valore della casa. La garanzia sale all’85% per chi ha quattro figli e al 90% per chi ne ha cinque o più. Il requisito Isee invece è fissato a quarantamila euro per chi ha tre figli, quarantacinquemila euro per chi ne ha quattro e cinquantamila euro per chi ne ha cinque o più. 

Questa per le famiglie numerose è una tutela maggiore anche rispetto a quella prevista per gli under 36. Per i giovani che vogliono un mutuo per acquistare la prima casa, infatti, la garanzia si ferma all’80%. Non solo, per il 2024 il bonus mutui under 36 non coprirà più altre agevolazioni fiscali: gli under 36 torneranno a pagare l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria e quella catastale.

Quanto al Fondo per il sostegno all’affitto e morosità incolpevole, anche per il 2024 questo resta vuoto. Il Governo di Giorgia Meloni, infatti, aveva azzerato questi contributi nella sua prima Legge di Bilancio, lo scorso anno.

Le politiche abitative nel dibattito parlamentare

“Se nella legge di Bilancio le politiche abitative non hanno trovato spazio, nel dibattito parlamentare l’intero arco dell’opposizione ha tentato di aprire un varco, emendando la serratissima manovra economica del Governo Meloni”, ha dichiarato Silvia Paoluzzi, Segretaria Nazionale Unione Inquilini.

Tra le proposte di Movimento 5 Stelle, Partito democratico e Alleanza Verdi-Sinistra, ad esempio, c’era quella di destinare ai Comuni i soldi recuperati dall’evasione fiscale da parte della piattaforma di affitti turistici Airbnb, rifinanziando così parzialmente il Fondo affitti e morosità incolpevole. Tentativi – questi delle opposizioni – che “hanno riportato nell’agenda politica del Governo e del Parlamento le necessità reali delle famiglie nel nostro Paese. Un Governo che avrebbe preferito gettare nell’oblio la questione abitativa”, prosegue Paoluzzi.

A RISCHIO SFRATTO E IN CONDIZIONI DI POVERTÀ ASSOLUTA: GLI ITALIANI IN AFFITTO SENZA NUOVI AIUTI DALLO STATO

Eppure il 2023 è stato un anno caratterizzato proprio da un forte dibattito sul tema del diritto all’abitare con le manifestazioni degli studenti universitari contro il caro affitti e per la mancanza di residenze pubbliche a costi moderati, o le proteste di chi chiede una regolamentazione per le piattaforme di affitti brevi come Airbnb, appunto. Dibattito sul quale il Governo non poteva certo dirsi all’oscuro, non fosse altro perché arrivano proprio dal Ministero degli Internigli ultimi dati, relativi al 2022, sulle sentenze di sfratto in Italia. Dati che tornano ai livelli prepandemici, con 42mila nuove sentenze emesse nel 2022, l’85% delle quali per morosità incolpevole.

A ottobre 2023, invece, l’Istat ha diffuso le cifre relative al 2022 sulla povertà assoluta nel Paese. Secondo l’Istituto di statistica, sono le famiglie in affitto quelle più vicine alla soglia di povertà assoluta. Si tratta del 21%, contro il 4,8% dei proprietari di casa. Ovvero, 980mila persone in affitto e in condizioni di povertà assoluta: 100mila persone in più rispetto al 2021.

Gli aiuti di Comuni e Regioni

Sono numeri in crescita, che costringono le Regioni a interventi straordinari anche per compensare la mancanza di aiuti a livello centrale. In Emilia-Romagna, ad esempio, nel 2023 sono stati stanziati nove milioni di euro in più per il bando 2022 sul sostegno ai canoni di locazione per chi è in difficoltà economica. Questo perché nel 2022 la Regione non era riuscita a soddisfare tutte le 66.526 domande pervenute.

“Il numero consistente di domande arrivate nel bando del 2022, che non è stato possibile soddisfare l’anno scorso nonostante un ingente stanziamento, ci conferma che siamo di fronte a una difficoltà che interessa tante persone e famiglie: da qui la nostra decisione di intervenire destinando nuove risorse” ha commentato Barbara Lori, assessora regionale alle Politiche abitative, annunciando la misura a novembre 2023.

Anche i Comuni possono supportare il diritto all’abitare, con interventi che vanno dagli aiuti per il pagamento di ipoteche o interessi di proprietà, all’assegnazione di alloggi.  Come spiega Openpolis, che a settembre 2023 ha raccolto proprio questi dati, i Comuni italiani però non spendono abbastanza per aiutare gli inquilini in difficoltà: la media, a persona, è di 1,28 euro.

Tra i comuni con un numero maggiore di 200mila abitanti, Genova è il primo per soldi spesi pro capite per il diritto alla casa: 58 euro. Bologna è al secondo posto, con 33 euro. Ultima invece Messina, i cui investimenti a persona sono 0,74 euro.

Crediamo, Costruiamo, Connettiamo.

Siamo professionisti del digitale accomunati dalla convinzione che a partire dai dati si possano creare le migliori strategie di comunicazione. Ogni nostro progetto parte con una domanda, “perché?” Al come ci pensiamo noi!

Vuoi ricevere news sul mondo
della Comunicazione Digitale?

Conosci Piave?

Comincia da Qui.
Hai voglia di conoscere le nostre idee sul Digital Marketing?