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La durata degli scandali in Italia

In Italia, gli scandali sono sempre stati parte integrante della società, stimolando l’interesse pubblico e spesso occupando le prime pagine dei giornali. Gli aspetti più intriganti sono la loro durata e il modo in cui possono influenzare la percezione dell’opinione pubblica nel tempo.

A fare da cornice, nel web e sui social si unisce una fitta rete di meme, dei quali sono complici le numerose pagine umoristiche e satiriche nate sui social che esprimono con ironia e immediatezza il desiderio del pubblico di poter ridere degli scheletri nell’armadio dei personaggi influenti. Alcuni di questi sono ormai quasi parte integrante del vocabolario degli utenti: un esempio sono i casi di Bibbiano e dei 49 milioni della Lega, che sembrano aver perso il loro significato originale, lasciando solo il gusto al singolo di avere un motivo per tirare fuori qualcosa di scomodo.

Ma quali sono i fattori che impediscono all’opinione pubblica di lasciar correre? E quali sono quelli che, invece, portano ilarità e leggerezza nei confronti degli individui sotto i riflettori?

Il Caso Ferragni: Balocco e la shitstorm 

Il caso Ferragni rappresenta un esempio di come uno scandalo in realtà abbia radici nel passato, una sorta di aspettativa e senso di attesa da parte del pubblico.

Chiara Ferragni è una giovane influencer e imprenditrice di successo internazionale che, per estetica e obiettivi raggiunti a breve termine, rappresenta una figura canonica di successo. La sua vita costantemente esposta sui social e l’impegno preso in alcune battaglie sociali, spesso non considerate in linea con il personaggio privilegiato dell’influencer, hanno attirato antipatie in rete che, una volta scoppiato lo scandalo legato alla campagna promozionale Balocco dello scorso dicembre, hanno avuto modo di sfogare il proprio disappunto. Così, pagine come Sapore di male e Intrashtenimento, hanno saputo cavalcare l’onda della richiesta social portando nel proprio feed contenuti e articoli che hanno contribuito a esaltare e diffondere lo scandalo.

La shitstorm non si è fermata a quanto avvenuto in collaborazione con il brand di dolciumi; infatti, quando altri marchi (tra cui Pigna, Coca Cola e Pantene) hanno rinunciato a un rapporto con l’influencer, le notizie sono trapelate in tempo record su social e giornali. L’effetto alone causato ha quindi offuscato le azioni passate dell’influencer e la sua immagine creatasi nel tempo, concentrando lo sguardo di soci, partner e pubblico sullo scandalo. Fedez, marito di Ferragni e rapper italiano, per scongiurare influenze negative sulla sua immagine, in seguito ha pubblicato sui social un video dove spiegava ai fan la sua non implicazione nel caso.

Nel complesso, ciò che è accaduto ha avuto tanta risonanza da mobilitare azioni più drastiche: per questo è stato recentemente approvato il Ddl Ferragni, un disegno legge che chiede trasparenza nei rapporti commerciali.

Vittorio Sgarbi: scandali continui e il quadro smarrito

Il caso di Vittorio Sgarbi, noto critico d’arte e personaggio televisivo, è invece un esempio di come alcuni scandali possano diventare una costante nella vita pubblica di un individuo.

Sgarbi è stato coinvolto in numerosi episodi controversi nel corso degli anni, dalla sua vita sentimentale ai commenti provocatori nei confronti di colleghi e istituzioni. La sua capacità di restare costantemente al centro dell’attenzione, anche quando uno scandalo sembra placarsi, dimostra come alcuni personaggi pubblici siano in grado di mantenere alta l’attenzione mediatica nel tempo.

Questa perpetua attualità di Sgarbi può essere interpretata come una strategia di autodifesa o come un modo per attirare costantemente l’attenzione su di sé. Per questo, il caso del quadro di Manetti “La cattura di San Pietro” il cui furto è stato denunciato dalla proprietaria del castello che l’ospitava, nonostante sia costato le dimissioni di Vittorio Sgarbi dall’incarico di sottosegretario, appare nel panorama complessivo del soggetto come una macchia che si aggiunge alla tela già variopinta di Sgarbi. 

Scandali in politica: meme e oblio

Ma come sono stati accolti in Italia gli scandali legati a personaggi politici negli ultimi anni?

Lo scorso anno è stato testimone di due accuse di violenza sessuale nei confronti di Ciro Grillo e Leonardo Apache La Russa, figli rispettivamente del fondatore del M5S Beppe Grillo e del presidente del Senato Ignazio La Russa.

Le notizie hanno mobilitato influencer e pagine di divulgazione femminista, che si sono concentrate sugli sviluppi dei processi, l’educazione dei ragazzi e l’incolumità delle vittime. Tuttavia, nonostante nell’ultima settimana ci siano stati nuovi sviluppi sul processo di Ciro Grillo (la visione di una parte del video della violenza) i social sembrano tacere e le notizie riportate dai giornali non ottengono lo share immaginabile prima della pubblicazione.

La risonanza e la popolarità legata ad alcune notizie, dipende dalla volontà del pubblico di creare un dialogo a riguardo. Per questo, lo scandalo dei due giovani imputati scivola nel dimenticatoio, chiacchierato nelle bolle di influencer femministi o di pochi interessati, ma inesorabilmente cancellato dalla coscienza patriarcale del nostro paese. Anche l’andamento lento e poco produttivo del processo ha contribuito ad annacquare l’interesse pubblico che, non avendo materiale concreto da condividere, ha perso rapidamente interesse nella sua evoluzione.

Diverso è il caso legato a Tiziano Renzi e Laura Bovoli del 2019, genitori dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, indagati entrambi per bancarotta fraudolenta e successivamente assolti in Cassazione. La figura di Matteo Renzi, popolare e controversa, non è certo nuova nel mondo social con i tormentoni pop sulla sua pronuncia inglese e la sua natura carismatica e sui generis. L’indagine sui genitori ha ravvivato una miccia che, in parallelo con l’interesse dell’opposizione ad affossare il suo potere mediatico, ha creato un nuovo thread social sulla sua immagine.

Conclusioni

Gli scandali in Italia attraversano generalmente diverse fasi. La prima è quella della scoperta, in cui emergono fatti o comportamenti controversi.

Questa fase è spesso seguita da una reazione emotiva dell’opinione pubblica, con indignazione, critiche e richieste di spiegazioni. La durata di questa fase dipende in gran parte dalla gestione dell’individuo coinvolto: la trasparenza e la risposta pronta possono mitigare i danni, oppure creare nuovo argomento di discussione.

Come quanto accaduto nel 2018, in Inghilterra, il giorno in cui diversi KFC chiusero per mancanza di materia prima; il disagio è stato tale da mobilitare i social della polizia. Tuttavia, la risposta dell’azienda non è fatta attendere, con un post ironico e umile, apprezzato da molti fan.

Per concludere, la durata degli scandali in Italia è un fenomeno complesso che dipende da vari fattori, tra cui la gestione dell’individuo coinvolto, la natura delle accuse e la reazione dell’opinione pubblica.

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