Logo Piave agenzia di marketing e comunicazione digitale
Il blog di Piave: stories, analisi, notizie.

Feb 22, 2024 | ELEZIONI

L’evoluzione dell’astensionismo politico in Italia dal 1948 a oggi

Come si è evoluto l’astensionismo politico in Italia dalle elezioni del 18 aprile 1948 a oggi: il tasso di affluenza ha registrato una riduzione di oltre 25 punti percentuali negli ultimi 35 anni.

Alle recenti elezioni politiche c’è sempre un solo e unico vincitore: l’astensionismo. È così ormai da diversi anni. Che siano comunali, regionali o nazionali, la percentuale che riscuote maggiore consenso è spesso quella di chi non si reca alle urne. A guardare i numeri delle elezioni di poco meno di un secolo fa, viene la pelle d’oca. Basti considerare che il 18 aprile 1948 il 92% degli elettori si recò alle urne. Un paragone veloce con chi è andato a votare alle ultime elezioni politiche a settembre 2022: il 63,9% degli elettori. Un trend in forte calo che potrebbe essere ribadito anche alle prossime elezioni europee di giugno. 

Come si è evoluto l’astensionismo politico in Italia nel tempo

Negli ultimi 76 anni è radicalmente cambiato il numero degli elettori. Come abbiamo visto, nel 1948, il 92% degli aventi diritto al voto si è recato in cabina elettorale. Il dato non è calato negli anni successivi e ha avuto il suo apice alle elezioni del 1979, quando alle urne si presentò il 94% degli aventi diritto. Tuttavia, le cose sono iniziate a cambiare negli anni Ottanta: nel 1983 votò soltanto l’88,01%, un numero che oggi sarebbe quasi fantascientifico. 

Primo spartiacque: la fine della Prima Repubblica

Il dato appena menzionato è rimasto più o meno stabile in quel periodo, riducendosi ulteriormente tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila. Spartiacque, probabilmente, fu la fine della Prima Repubblica, lo scandalo Tangentopoli, la percezione nell’opinione pubblica di una politica sempre più corrotta, culminata con la contestazione a Bettino Craxi con tanto di lancio di monetine nella sera del 30 aprile 1993. Come risposta, alle elezioni del 1994 si presentò l’86,31%, una percentuale inferiore a quella registrata 11 anni prima, ma anche a quella di 2 anni prima, 5 aprile 1992, quando alle urne si recò l’87,35%

L’ultima tornata elettorale che vide percentuali di voto abbastanza elevate fu quella del 14 giugno 1987, quando andò a votare l’88,83% degli aventi diritto. 

Fissiamo questa data e vediamo come a un certo punto si sia drasticamente ridotto il tasso di affluenza. Iniziamo prima dalla Camera, prendendo a riferimento i dati di Eligendo.

Dati relativi alla Camera
DATA ELEZIONI POLITICHE ELETTORIVOTANTIAFFLUENZASCHEDE BIANCHESCHEDE NON VALIDE (BIANCHE INCLUSE)
14 giugno 198745.692.51740.586.57388,83%773.4752.015.065
5 aprile 199247.486.96441.479.76487,35%872.0252.232.489
27 marzo 199448.135.04141.546.29086,31%1.421.9002.825.397
21 aprile 199648.744.84640.401.77482,88%1.241.4982.917.376
13 maggio 200149.256.29540.085.39781,38%1.688.6092.962.621
9 aprile 2006*46.997.60139.298.49783,62%439.2861.145.154
13 aprile 2008*47.041.81437.874.56980,51%485.8701.417.315
24 febbraio 2013*46.905.15435.270.92675,20%395.2791.265.171
4 marzo 2018*46.505.35033.923.32172,94%389.4411.082.296
25 settembre 2022*46.021.95629.413.65763,91%493.2821.315.461
*Solo Italia, esclusa Valle d’Aosta e voto estero
Dati relativi al Senato

Per dovere di cronaca, elenchiamo anche i dati relativi al Senato:

DATA ELEZIONI POLITICHE ELETTORIVOTANTIPERCENTUALE ASTENSIONISMOSCHEDE BIANCHESCHEDE NON VALIDE (BIANCHE INCLUSE)
14 giugno 198738.951.48534.421.23088,37%961.7972.007.369
5 aprile 199241.053.54335.633.36786,80%1.133.2372.304.786
27 marzo 199441.795.73035.873.37585,83%1.578.6042.798.826
21 aprile 199642.889.82535.260.80382,21%1.280.4962.636.219
13 maggio 200144.499.79436.189.39481,32%1.282.5162.318.132
9 aprile 2006*42.232.46735.262.67983,50%462.3551.100.064
13 aprile 2008*42.358.77534.058.40680,40%448.5071.284.067
24 febbraio 2013*42.270.82431.751.35075,11%369.3011.133.449
4 marzo 2018*42.780.03331.231.81473,01%376.7651.021.451
25 settembre 2022**45.210.95028.850.84063,81%497.6731.281.165
**Esclusa Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige/Sudtirol e voto estero

Secondo spartiacque: le elezioni del 2006

Guardando alle percentuali, possiamo notare che all’aumento dell’astensionismo, si è ridotto anche il numero di schede non valide, ma anche e soprattutto come il giro di boa sia avvenuto dopo le elezioni del 9 aprile 2006. In quell’occasione vinse il PD di Romano Prodi, dopo cinque anni di governo Berlusconi, segnati sin da subito da eventi nazionali e internazionali di rilevanza storica come i fatti della Scuola Diaz (luglio 2021) e l’attentato alle Torri Gemelle (settembre 2001). Tuttavia, il governo eletto nel 2006 durò solo poco meno di due anni, esattamente ciò che avvenne nel 1992 e nel 1994

Da quel momento in poi si è registrato un tracollo importante della quota di chi è andato alle urne. Se in precedenza le differenze erano minime o poco rilevanti (dal 1987 al 2008 solo 8 punti percentuali di distanza), dal 2008 al 2022 la differenza è stata di ben 16,6 punti percentuali, con la disparità più significativa ed eclatante evintasi nel confronto tra le elezioni del 25 settembre 2022 e quelle precedenti (-9,03% rispetto a quelle precedenti del 4 marzo 2018).

Astensionismo alle europee: cosa dicono i sondaggi

Per vedere a quali livelli è arrivato il tasso di astensionismo oggi, per il momento, non possiamo fare altro che guardare cosa dicono i sondaggi. Prendiamo gli ultimi dati (gli ultimi al momento in cui stiamo scrivendo), aggiornati tra fine gennaio e inizio febbraio 2024. 

SONDAGGIO DATA PUBBLICAZIONEASTENUTI E INDECISI
Quorum29 gennaio 202445,4%
Tecnè29 gennaio44,8%
Demopolis1 febbraio44%
Tecnè 3 febbraio44,7%
BiDiMedia5 febbraio41-45%
SWG5 febbraio 36%

I dati sopra riportati (potete consultarli e continuare a monitorarli qui) indicano quindi al momento percentuali di astensionismo superiori rispetto a quelle registrate alle ultime elezioni 2022, sebbene molti istituti, per dovere di precisione, spesso associno quelle percentuali a un livello di indecisione o alla rappresentanza di chi non si esprime. 

Astensionismo altissimo alle ultime elezioni regionali in Lazio e Lombardia

Il trend ricalca ovviamente quanto accade anche alle elezioni amministrative, regionali e comunali. Il 2024 è un anno molto intenso dal punto di vista politico per l’Italia e non solo, con Regioni (Abruzzo, Basilicata, Piemonte, Sardegna e Umbria) e comuni (27 comuni capoluogo di provincia, di cui 6 capoluogo di regione, e un totale di 3.702 comuni) chiamati al voto. 

Guardiamo ai dati delle ultime elezioni regionali in Lazio e in Lombardia: stiamo parlando delle Regioni che hanno i bacini elettorali più ampi nel Paese. Ebbene, nel Lazio si è registrato il dato più basso mai rilevato, con un’affluenza al 37,2%. Cos’ha di così impressionante questo numero? Alle regionali del 4 marzo 2018, andò a votare il 66,55% degli elettori. E nel 2013 il tasso di affluenza si attestò al 71,96%, comunque un numero maggiore rispetto al 60,89% registrato alle regionali del 2010. Tuttavia, è il 37,2% a dover far parlare, a creare un dibattito costruttivo, a lanciare un campanello d’allarme. Quel che conta, invece, sembra essere solo l’esito finale.

Parimenti, in Lombardia, il 41,68% sfigura notevolmente contro il 73,11% del 2018. La conferma di questo trend discendente si è avuta anche nelle recenti elezioni in Friuli Venezia Giulia: a votare è stato il 45,2% degli aventi diritto, contro il 49,6% registrato nel 2018.

Sondaggi Regionali

In Sardegna si voterà il 25 febbraio: è la prima Regione che andrà al voto e sarà un banco di prova importante per il governo. Le ultime elezioni ci sono state il 24 febbraio 2019 e l’affluenza fu al 53,38% (+1,37% rispetto al 2014). Stando agli ultimi sondaggi BiDiMedia (31 gennaio-1 febbraio) il tasso di affluenza si attesterebbe tra il 47% e il 51%, con numeri simili al 2019. 

La seconda Regione italiana che andrà a votare in ordine di tempo è l’Abruzzo: la data chiave è domenica 10 marzo 2024. Il 10 febbraio 2019 l’affluenza fu del 53,11%. Al momento i sondaggi non si sbilanciano sul tasso di affluenza previsto per il 10 marzo di quest’anno. 

Crediamo, Costruiamo, Connettiamo.

Siamo professionisti del digitale accomunati dalla convinzione che a partire dai dati si possano creare le migliori strategie di comunicazione. Ogni nostro progetto parte con una domanda, “perché?” Al come ci pensiamo noi!

Vuoi ricevere news sul mondo
della Comunicazione Digitale?

Conosci Piave?

Comincia da Qui.
Hai voglia di conoscere le nostre idee sul Digital Marketing?