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Alle prossime elezioni europee l’avanzata dei partiti di estrema destra sarà più di una minaccia

Non è una novità che all’approssimarsi di una tornata elettorale, analisti, sondaggisti e gli stessi protagonisti politici si concentrino su quello che potrebbe andare storto. Parlando delle prossime elezioni europee, vale a dire le elezioni con le quali i cittadini dell’UE sono chiamati a scegliere i membri del Parlamento europeo, il timore è spesso l’avanzata dei partiti di estrema destra, nazionalisti e radicali, considerati una minaccia per l’attuazione dell’agenda UE.

Stavolta, poi, in vista delle elezioni del 6-9 giugno 2024, sono emersi anche altri problemi: la propaganda russa, dopo l’accusa dei governi ceco e belga di tentativi di corruzione da parte di Mosca verso alcuni europarlamentari, e la disinformazione online generata e diffusa da sistemi di Intelligenza Artificiale.

Una minaccia a cosa?

La novità per queste elezioni europee è invece che, rispetto a cinque anni fa, i gruppi parlamentari Identità e Democrazia (ID) e Conservatori e Riformisti Europei (ECR), a cui appartengono i partiti radicali di estrema destra, potrebbero davvero conquistare abbastanza seggi del Parlamento europeo da influire sulla definizione degli obiettivi dell’Unione e la loro applicazione, dal Green Deal al supporto all’Ucraina alle regole dello Stato di diritto.

Nello statuto del gruppo ID, ad esempio, si legge che i membri credono nel “bisogno di riformare profondamente l’Unione europea esistente” e si pongono l’obiettivo di proteggere gli Stati europei da “terrorismo e islamizzazione”. E quasi come se fosse una conseguenza, i parlamentari ID scrivono di opporsi “inequivocabilmente alla possibile annessione della Turchia” all’UE.

Tra le campagne portate avanti dal gruppo ID, c’è quella per chiedere all’Unione europea di bloccare il suo piano di transizione verde, il Green Deal, perché giudicato responsabile “dell’aumento dei prezzi dell’energia”.

Anche a tenere insieme i parlamentari del gruppo ECR è la visione di una necessità di riforme “per l’intera Unione europea”. Non si tratta di antieuropeismo, si legge nella dichiarazione d’intenti del gruppo, piuttosto di “eurorealismo”, contro un’UE diventata “troppo centralizzata, troppo ambiziosa”.

Esiste una soluzione?

La soluzione sarebbe invece quella di un’UE “retta dai governi nazionali e non dai burocrati di Bruxelles”. La migrazione per i parlamentari ECR “è la sfida più importante del nostro tempo”, ma Parlamento e Commissione UE “non hanno ancora trovato la soluzione al problema”. Tra gli errori delle istituzioni ci sono il non riconoscere “il diritto fondamentale degli Stati membri di controllare i volumi migratori” e il rifiuto di “finanziare barriere fisiche alle frontiere”.

“I populisti di destra stanno conducendo campagne elettorali contro la nostra Europa unita. Sono pronti a distruggere ciò che abbiamo costruito per i bambini, fomentano i sentimenti contro i rifugiati e le minoranze”

Queste parole le ha pronunciate il cancelliere tedesco Olaf Sholz il 6 aprile a Bucharest, durante la conferenza del Partito dei Socialisti europei, che fa parte del gruppo Socialisti e Democratici (S&D) del Parlamento europeo. Durante lo stesso evento la presidente del gruppo S&D, Iratxe García Pérez, ha dichiarato che questi partiti populisti “sono solo una minaccia per il nostro progetto europeo”.

Sondaggi diversi prevedono gli stessi risultati per le elezioni europee

Ma se socialisti e non solo, in Unione europea, temono l’avanzata dell’estrema destra è perché mai come questa volta diversi sondaggi vanno tutti nella stessa direzione: alle prossime elezioni, saranno i partiti di estrema destra e ultraconservatori a guadagnare seggi a discapito di quelli che al momento sono i primi due partiti del Parlamento europeo, S&D e il Partito Popolare Europeo (PPE), del partito di centro, Renew Europe, e dei Verdi, raggiungendo un numero di rappresentanti mai avuto finora.

In effetti, prima ancora dei sondaggi lo si poteva intuire osservando l’andamento delle elezioni politiche nei singoli Stati membri. Sono cinque i Paesi in cui i partiti di destra riconducibili ai gruppi ID ed ECR sono al governo o avanti nei sondaggi: Austria, Belgio, Olanda, Francia e Italia (i parlamentari della Lega infatti fanno parte del gruppo ID, quelli di Fratelli d’Italia del gruppo ECR).

Allo stesso modo, in Portogallo le elezioni di marzo sono state vinte dal partito di destra, ma il più grande aumento nella percentuale di voti, rispetto alle elezioni precedenti, del 2022, l’ha registrato Chega, il partito di estrema destra, nazionalista e conservatore, che ha ottenuto il 18% dei voti, rispetto all’11% del 2022, passando da 12 a 48 deputati in Parlamento.

Le conseguenze a livello europeo

Uno studio del Consiglio europeo sulle relazioni estere (Ecfr) prevede proprio una “brusca virata a destra” alle prossime elezioni del Parlamento europeo. Secondo le proiezioni dell’Ecfr i “partiti populisti antieuropei”, riconducibili ai gruppi ID ed ECR, “saranno in testa alle urne in nove Stati membri”: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Slovacchia. “Otterranno il secondo o terzo posto in Bulgaria, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia”, scrive ancora l’Ecfr.

In particolare, “il gruppo di estrema destra ID” potrebbe guadagnare più di 30 seggi, arrivando a 98 seggi in totale, con la possibilità di risultare “la terza forza politica della prossima legislatura”, superando Renew e dietro il PPE e S&D, che perderanno rappresentanti, ma rimarranno comunque, rispettivamente, primo e secondo gruppo parlamentare con 173 e 131 sedute.

Potrebbe poi fare la differenza la decisione del partito ungherese Fidesz di Victor Orbán di non rimanere tra i non iscritti (NI) ma aggiungersi al gruppo ECR insieme con i deputati di Fratelli d’Italia, una possibilità che Orbán starebbe valutando. In questo caso sarebbe l’ECR a diventare il terzo gruppo parlamentare. Non solo, con questa configurazione, se ECR e ID si alleassero, “potrebbe emergere per la prima volta una coalizione comprendente la destra populista” in grado di “raggiungere quasi il 25% dei deputati”

Le conseguenze peggiori, scrive l’Ecfr, si avrebbero sull’attuazione del Green Deal , dal momento che “nell’attuale Parlamento europeo, il centrosinistra tende a prevalere sulle questioni di politica ambientale, ma con voti ottenuti con margini molto piccoli”, e sulle norme riguardanti lo Stato di diritto, perché anche su questo tema c’è sempre stata “una ristretta maggioranza a favore dell’imposizione di sanzioni da parte dell’UE” verso gli Stati che non rispettano le regole base.

Italia in linea con le previsioni sulle elezioni europee

L’Italia è perfettamente allineata con le previsioni. Infatti, secondo un sondaggio Ipsos per Euronews, Fratelli d’Italia potrebbe ottenere 24 seggi alle europee, un aumento di 16 seggi rispetto agli 8 attuali, raggiungendo il 27% delle preferenze.

Al secondo posto ci sarebbe il Partito democratico che potrebbe ottenere il 19% delle preferenze e 17 seggi, due in più rispetto alla legislatura in scadenza. Per Ipsos sarebbe invece in forte calo la Lega che potrebbe passare dal 34,2% di preferenze del 2019 all’8,2% a giugno, con una diminuzione di membri al Parlamento europeo da 22 a 7.Come scrive Politico, secondo gli analisti, “l’aumento dell’immigrazione, la guerra tra Hamas e Israele, la stanchezza degli elettori nei confronti dei partiti principali e l’insicurezza per la guerra in Ucraina si stanno trasformando in un allineamento astrale senza precedenti per i partiti di estrema destra europei, che tentano di conquistare il terreno del centro”.

In Italia, continua Politico, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni “non è forse riuscita a ridurre il numero di migranti irregolari che raggiungono le coste del suo Paese. Ma le sue consolidate posizioni anti-migrazione hanno contribuito a mantenere i suoi indici di popolarità ad un livello invidiabile”.

Se volete approfondire il tema delle elezioni europee, potete leggere il nostro report e iscrivervi alla nostra newsletter!

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