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Giu 28, 2024 | ELEZIONI, Europee, IN EVIDENZA

Ascesa del Rassemblement National e declino della Lega?

Analisi delle trasformazioni politiche e dei risultati elettorali del Rassemblement National e della Lega negli ultimi anni. 

Ci sono due storie da raccontare, in Francia e in Italia. Nel Paese al di là delle Alpi, la storia è quella del Rassemblement National, ex Front National. Nato dall’ideologia di estrema destra e poi, con il passare degli anni e dei leader, pian piano ricondotto verso linee più centrali e moderate, pur mantenendo saldi i temi centrali della propria narrativa. Il Rassemblement National oggi non è più il Front National del 1979 e questo sembra aver giovato nel consenso degli elettori, che è aumentato, come vedremo nelle tabelle seguenti. Si è passati dal 16,9%, risultato più alto raggiunto dal FN sotto la guida di Jean-Marie Le Pen nel 2002 al 31,37% delle europee 2024, che di fatto hanno portato Emmanuel Macron a indire nuove elezioni. Praticamente il doppio.

La seconda storia è quella della Lega, che chiamiamo così per pigrizia, ma nel cui calderone inseriamo le Leghe originarie, la Lega Nord e quindi la Lega per Salvini Premier. L’anima dura e pura ha avuto due forti sussulti. Il primo sotto la guida di Umberto Bossi, graduale ma costante; la seconda sotto la leadership di Matteo Salvini, breve e sfuggente, terminata tra un’elezione europea e un Mojito. La Lega si è allontanata dai principi fondanti, avvicinandosi a posizioni più moderate e ambiziose: ciò, dopo il fulmine del 2019, non sembra però aver fatto bene al partito. La Lega è ora la terza forza della coalizione di governo e ha perso circa 25 punti percentuali nel 2024 rispetto alle europee del 2019. 

Storia del Rassemblement National (ex Front National)

Il Rassemblement National (RN), precedentemente noto come Front National (FN), è stato fondato nel 1972 da Jean-Marie Le Pen. Originariamente marginale, è diventato la principale forza del nazionalismo di estrema destra in Francia dal 1984, guadagnando visibilità alle elezioni europee di quell’anno. Jean-Marie Le Pen ha guidato il partito fino al 2011, quando la leadership è passata alla figlia Marine Le Pen.

Marine Le Pen ha modernizzato il partito e migliorato i suoi risultati elettorali. Nel 2012, il FN ha ottenuto il 13,60% alle elezioni legislative, guadagnando due seggi. Due anni dopo, alle elezioni europee, il partito ha conquistato il 24,9% dei voti, diventando il primo partito in Francia.

Nel 2015, Jean-Marie Le Pen è stato espulso dal partito a causa di dichiarazioni controverse sulle camere a gas naziste. Questa decisione ha consolidato la leadership di Marine Le Pen e ha segnato una rottura definitiva tra padre e figlia. Nello stesso anno, alle elezioni regionali, il FN ha ottenuto il 27,3% dei voti al primo turno, ma non ha vinto alcuna regione al ballottaggio, pur guadagnando numerosi consiglieri regionali.

Marine Le Pen si è candidata alle elezioni presidenziali del 2017, ottenendo il 21,30% dei voti al primo turno e qualificandosi per il ballottaggio contro Emmanuel Macron, dove ha ottenuto il 33,9% dei voti. Alle successive elezioni legislative, il partito ha ottenuto otto seggi all’Assemblea Nazionale.

Nuovo nome, nuova era?

Nel marzo 2018, il partito ha cambiato nome in Rassemblement National durante il congresso di Lille, con Marine Le Pen rieletta presidente con il 100% dei voti. Questo cambiamento ha segnato una nuova fase nella storia del partito, mirando a una maggiore rispettabilità e ampliamento della base elettorale.

Nel 2019, il Rassemblement National ha ottenuto il 23,31% dei voti alle elezioni europee, consolidando la sua posizione come primo partito in Francia. Nel 2022, Marine Le Pen ha raggiunto il 41,46% dei voti al ballottaggio delle presidenziali, il miglior risultato nella storia del partito.

Dal settembre 2021, Jordan Bardella è diventato presidente ad interim del RN, assumendo la presidenza piena nel novembre 2022. Alle elezioni europee del 2024, il partito ha ottenuto il 31,37% dei voti e 30 seggi, voto più alto ottenuto dal RN alle europee, risultato che lo ha confermato come una delle principali forze politiche in Francia.

Risultati elettorali RN (ex FN) dal 1978 a oggi

Andiamo a vedere nel seguente schema i risultati elettorali del Rassemblement National dal 1978 a oggi. 

ELEZIONI PRESIDENZIALI
AnnoCandidato / PresidenteVoti 1° turno% 1° turnoVoti 2° turno% 2° turnoSeggi
1974Jean-Marie Le Pen190.2910,8%
1988Jean-Marie Le Pen4.375.89414,4%
1995Jean-Marie Le Pen4.570.83815%
2002Jean-Marie Le Pen4.804.71316,9%5.525.03217,8%
2007Jean-Marie Le Pen3.834.53010,4%
2012Marine Le Pen6.421.42617,9%
2017Marine Le Pen7.678.49121,3%10.638.47533,9%
2022Marine Le Pen8.136.36923,2%13.288.68641,5%
ELEZIONI LEGISLATIVE
1973Jean-Marie Le Pen108.6160,5%
1978Jean-Marie Le Pen82.7430,3%0
1981Jean-Marie Le Pen90.4220,4%0
1986Jean-Marie Le Pen2.703.4429,7%35 
1988Jean-Marie Le Pen2.359.5289,7%216.7041,1%1
1993Jean-Marie Le Pen3.152.54312,6%1.168.1605,9%0
1997Jean-Marie Le Pen3.800.78514,9%1.434.8545,6%1
2002Jean-Marie Le Pen2.862.96011,3%393.2051,9%0
2007Jean-Marie Le Pen1.116.1364,3%17.1071,8%0
2012Marine Le Pen3.528.3739,3%842.6843,7%2
2017Marine Le Pen2.990.54513,2%1.590.8698,8%8
2022Marine Le Pen4.079.58517,9%3.369.34616,2%82
ELEZIONI EUROPEE
1984Jean-Marie Le Pen2.210.33411%10
1989Jean-Marie Le Pen2.129.66811,7%10
1994Jean-Marie Le Pen2.050-08610,5%11
1999Jean-Marie Le Pen1.005.2255,7%5
2004Jean-Marie Le Pen1.684.9479,8%7
2009Jean-Marie Le Pen1.091.6916,3%3
2014Marine Le Pen4.711.33924,9%24
2019Marine Le Pen5.281.74523,3%23
2024Jordan Bardella7.765.67031,37%30

Storia della Lega (ex Lega Nord)

La Lega Nord, fondata tra il 1989 e il 1991 come federazione di movimenti regionalisti del Nord Italia, ha subito una trasformazione significativa nel corso degli anni. Umberto Bossi, leader storico, ha guidato il partito fino al 2012, quando Roberto Maroni ha preso il suo posto, seguito quasi subito da Matteo Salvini nel 2013. Dal 2020, Igor Iezzi è il segretario del partito commissariato.

Inizialmente focalizzata sul Nord Italia, la Lega Nord è evoluta fino a diventare la Lega per Salvini Premier (LSP) nel 2018, con attività su tutto il territorio nazionale. Il partito sostiene la trasformazione dell’Italia in uno stato federale e promuove la sovranità dei popoli a livello europeo.

Le origini del partito risalgono ai movimenti autonomisti e indipendentisti degli anni ’70 e ’80. La Lega Lombarda, fondata da Bossi nel 1984, e la Liga Veneta sono stati tra i principali movimenti. Nel 1989, la Lega Lombarda si è alleata con altri movimenti autonomisti, formando la coalizione Lega Lombarda – Alleanza Nord, che ha ottenuto i primi seggi al Parlamento europeo. Nel 1991, la Lega Nord è stata ufficialmente costituita.

La Lega degli anni ’90

Il partito ha avuto successi elettorali negli anni ’90, con un picco alle elezioni politiche del 1992, ottenendo l’8,6% dei voti alla Camera. Nel 1993, Marco Formentini è stato eletto sindaco di Milano. La Lega è entrata nel governo italiano nel 1994, alleata con Silvio Berlusconi, ottenendo l’8,4% dei voti alla Camera e diventando il secondo gruppo parlamentare del Polo delle Libertà. Tuttavia, il governo è durato pochi mesi a causa di tensioni interne, culminate in una crisi sulle pensioni.

Nel 1995, la Lega ha sostenuto il governo Dini, provocando una scissione interna. Nel 1996, il partito ha ottenuto il 10,4% dei voti, perseguendo un programma secessionista con la proclamazione dell’indipendenza della Padania. Dal 1999, la Lega ha riavvicinato il centrodestra, partecipando al governo Berlusconi II nel 2001 e promuovendo riforme federaliste.

Gli anni ’00 per la Lega

Dopo la caduta del governo Berlusconi IV nel 2011, la Lega è passata all’opposizione e ha attraversato una crisi interna con le dimissioni di Bossi nel 2012, sostituito da Maroni e poi da Salvini.

Nel 2012, i congressi regionali della Lega Nord hanno visto una vittoria dei maroniani. Nel 2013, la Lega ha registrato un calo significativo alle elezioni politiche, ma Maroni è stato eletto governatore della Lombardia. Sotto la guida di Salvini, il partito ha avviato diverse iniziative e alleanze internazionali. Nel 2015, la Lega ha ottenuto buoni risultati nelle elezioni regionali, ma ha affrontato una crisi interna con l’espulsione di Flavio Tosi. Nel 2017, Salvini ha vinto nuovamente le primarie, portando la Lega al 17% dei voti nelle elezioni politiche del 2018 e formando un governo con il Movimento 5 Stelle. Dopo l’uscita dal governo nel 2019, la Lega è tornata all’opposizione ma ha continuato a espandersi a livello nazionale.

Risultati elettorali Lega (ex Lega Nord) dal 1992 a oggi

ELEZIONI POLITICHE
AnnoCandidato / SegretarioCamera / SenatoVoti% VotiSeggi
1992Umberto BossiCamera3.395.3848,65%55
Senato2.732.4618,2%25
1994Umberto BossiCamera3.235.2488,36%117
Senato60
1996Umberto BossiCamera3.776.35410,07%59
Senato3.394.73310,41%27%
2001Umberto BossiCamera1.464.3013,94%30
Senato17
2006Umberto BossiCamera1.747.7304,58%26
Senato1.530.6674,48%14
2008Umberto BossiCamera3.026.8448,3%60
Senato2.644.2488,1%26
2013Roberto MaroniCamera1.390.1564,08%18
Senato1.328.5554,33%18
2018Matteo SalviniCamera5.691.92117,37%123
Senato5.317.01917,63%58
2022Matteo SalviniCamera2.464.0058,77%66
Senato2.439.4098,85%30
ELEZIONI EUROPEE
1989Umberto Bossi636.2421,832
1994Umberto Bossi2.162.5866,56%6
1999Umberto Bossi1.391.5954,49%4
2004Umberto Bossi1.615.8344,96%4
2009Umberto Bossi3.126.91510,21%9
2014Matteo Salvini1.688.1976,15%5
2019Matteo Salvini9.175.20834,26%29
2024Matteo Salvini2.099.2128,98%8

La Lega a Pontida

Per capire la storia della Lega e il suo trend nel consenso elettorale, può essere utile anche fare una disamina sui risultati elettorali ottenuti a Pontida, base storica del partito. 

Camera

DATAPARTITOPOSIZIONEVOTIPERCENTUALE
14 giugno 1987Lega Lombarda4a1377,52%
Liga Veneta191,04%
5 aprile 1992Lega Lombarda2a53627,32%
Lega Lombarda Eur. T. Lib.6a452,29%
Lega Alpina Lumbarda7a442,24%
La Lega Cas. Pens.12a221,12%
27 marzo 1994Lega Nord1a66932,86%
Lega Alpin Lumbarda7a773,78%
21 aprile 1996Lega Nord1a1.02850,07%
13 maggio 2001Lega Nord1a55528,02%
9 aprile 2006Lega Nord1a59627,73%
13 aprile 2008Lega Nord1a85340,31%
24 febbraio 2013Lega Nord1a47724,93%
4 marzo 2018Lega1a74838,87%
25 settembre 2022Lega2a39023

Europee

DATA PARTITOPOSIZIONEVOTI PERCENTUALE
17 giugno 1984Liga Veneta 10a20,12%
18 giugno 1989Lega Lombarda – A. Nord2a26114,70%
12 giugno 1994Lega Nord1a57431,56
Lega Alpina Lumbarda10a231,26%
13 giugno 1999Lega Nord1a56932,53%
12 giugno 2004Lega Nord1a68936,86%
7 giugno 2009Lega Nord1a84342,49%
25 maggio 2014Lega Nord – Die Freiheitlichen – Basta Euro2a54129,60%
26 maggio 2019Lega Salvini Premier1a99554,67%
9 giugno 2024Lega Salvini Premier2a34021,95%

La Lega Nord nonostante le divisioni interne

La Lega di Salvini ha instaurato una solida relazione con il Rassemblement National di Marine Le Pen, ma Umberto Bossi, fondatore del partito, non ha mancato di esprimere la sua delusione per la presenza di Marine Le Pen a Pontida nel settembre 2023, un evento che lui stesso aveva lanciato nel 1990. Bossi ha sempre criticato il Front National, fondato da Jean-Marie Le Pen, per le sue idee centraliste e contrarie all’autonomia regionale, che poi erano il vero tema centrale della Lega Nord. Anche figure come Mario Borghezio hanno criticato la partecipazione della Le Pen a Pontida, definendola una contraddizione rispetto ai valori autonomisti della Lega. Questa discordanza ideologica ha creato imbarazzo anche tra alcuni esponenti attuali del partito.

Flussi elettorali

Durante la conferenza stampa successiva alle elezioni europee, Matteo Salvini, leader della Lega, ha sottolineato che la Lega fosse ancora viva e vivace, nonostante in molti la dessero per morta, ringraziando i militanti per il loro supporto. Salvini ha anche difeso la scelta di candidare il generale Roberto Vannacci, che ha ottenuto mezzo milione di voti, dimostrando la forza elettorale del partito. Nonostante le critiche, Salvini ha dichiarato che continuerà a lavorare per rispettare le aspettative dei militanti e degli elettori. Di Bossi, che ha confessato di votare Forza Italia e non la Lega, Salvini ha commentato: “Mi sembra che manchi di rispetto a tutta la comunità”. 

Salvini ha mantenuto una posizione ferma, evidenziando l’importanza di guardare avanti e consolidare il supporto del partito a livello nazionale ed europeo. Ma la Lega di Salvini non è più la Lega di Bossi, così come il Rassemblement National non è più il Front National. Sono diventate due creature diverse, con due elettorati diversi. 

Stando ai flussi elettorali registratisi alle ultime elezioni europee, che ricordiamo essere state toccate da un tasso di astensionismo record, superiore al 50%, l’8% degli elettori leghisti ha preferito puntare su Fratelli d’Italia. Alla Lega sono andati i voti di una buona parte del sud, con un 58% di base intoccabile, un 17% ex FdI, un 4% ex Forza Italia, un 10% di ex astensionisti e un 11% proveniente dal voto ad altre liste. 

E in Francia?

Il discorso in Francia è più generico e geografico. Tra il 2022 e il 2024, circa un quarto dell’elettorato tradizionale (860.000 persone) è migrato verso RN e Reconquête, mentre solo 560.000 elettori sono passati a Macron, insufficienti per compensare le perdite. Circa 670.000 elettori di destra hanno votato per candidati di sinistra nel tour presidenziale del 2022, influenzando negativamente la performance della destra.

Il deputato Alexis Izard, di Renaissance, ha sottolineato che molte persone che ora votano per l’estrema destra non l’avrebbero fatto in passato e ha sottolineato la necessità di aiutare quotidianamente i cittadini. Bruno Millienne, deputato di una circoscrizione rurale, nota che i temi ricorrenti durante la campagna sono immigrazione, lavoro e potere d’acquisto. Il voto RN, dopotutto, come riporta Le Monde, è cresciuto soprattutto in comuni isolati e rurali. A Belbeuf, comune della Normandia, il supporto al RN per le europee è aumentato dal 16% al 26% tra il 2019 e il 2024, con un aumento dal 10% al 15% di iscritti, dato significativo perché evidenzia come il voto recente qui non sia stato “di pancia”, ma piuttosto sintomo di una maggiore radicalizzazione. 

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