Manca un sistema, anche culturale – Parte I
Il dibattito sui fondi pubblici riservati al cinema italiano è a una nuova puntata: un’analisi di un problema culturale e industriale.
Negli ultimi mesi, il dibattito nel mondo del cinema italiano ha ruotato intorno alla concessione di fondi pubblici, sollevando questioni sul reale valore dei film prodotti. Il ministro Gennaro Sangiuliano ha dichiarato al Sole 24 Ore la sua intenzione di interrompere l’erogazione di fondi pubblici al cinema italiano “fantasma senza pubblico“, mettendo in luce le complesse dinamiche tra investimenti governativi e incassi al botteghino.
Da quando nel 2017 è stata introdotta la legge Franceschini per rafforzare il sostegno al settore, i fondi pubblici per lo sviluppo e la produzione del cinema italiano hanno registrato un incremento, raggiungendo il picco di 335,3 milioni di euro durante la pandemia, stabilizzandosi poi a oltre 277 milioni nel 2022. Sebbene ci sia stato un aumento nella produzione di film – con i titoli che hanno ricevuto il nullaosta per la proiezione pubblica passati da 235 a oltre 250 all’anno dal 2017 al 2022 –, questo non ha necessariamente significato un rafforzamento del settore.
Prima di andare al nocciolo della questione, approfondiamo sinteticamente il tema dei fondi pubblici al cinema italiano.
Tax credit e finanziamenti
Tax credit
Dal 1° gennaio 2017, la Legge 14 novembre 2016, n. 220, ha introdotto nuove norme per il cinema e l’audiovisivo, con un focus sul rafforzamento del tax credit. Il credito di imposta per cinema e TV è un’agevolazione fiscale per le imprese del settore cinematografico e televisivo, nato allo scopo di sostenere finanziariamente le imprese cinematografiche e televisive, facilitando le operazioni economiche nel settore. Questo sistema permette alle imprese di compensare debiti fiscali con crediti da investimenti nel settore audiovisivo in Italia. L’aliquota del tax credit è variabile, con un limite annuale per impresa o gruppo. La Direzione Generale Cinema gestisce le richieste in ordine cronologico. I benefici includono lo sviluppo, produzione, distribuzione, post produzione, potenziamento delle sale, offerta cinematografica, attrazione di investimenti stranieri e esterni al settore.
Contributi automatici
La stessa legge di cui sopra ha introdotto contributi automatici per imprese audiovisive italiane per reinvestire nello sviluppo, produzione e distribuzione di nuove opere audiovisive italiane culturalmente idonee. I beneficiari includono produttori indipendenti (per opere televisive), distributori cinematografici, distributori internazionali, ed editori home entertainment. Le imprese devono aprire una posizione contabile con la Direzione Generale Cinema. Il contributo, basato su un sistema di punteggio legato a risultati economici, culturali e artistici delle opere, deve essere reinvestito in nuove opere italiane entro cinque anni. Sono state emesse norme e chiarimenti sui criteri e modalità di reinvestimento.
Contributi selettivi
I contributi selettivi stabiliti nel 2016, e specificati in decreti successivi, sono essenziali nel settore cinematografico e audiovisivo italiano. Questi contributi delineano requisiti per opere e beneficiari e le procedure per candidarsi, come specificato nei bandi annuali. Le aree di intervento includono:
- Scrittura di sceneggiature: per cittadini italiani ed europei in Italia, incentrata sulla creazione di sceneggiature originali o adattate.
- Sviluppo e pre-produzione: per imprese italiane ed europee, in particolare produttori indipendenti, per sviluppare opere cinematografiche, televisive, web e videogiochi.
- Produzione: per produttori indipendenti, per supportare la produzione di film, documentari, cortometraggi e animazioni.
- Distribuzione nazionale: per imprese italiane ed europee, per facilitare la distribuzione di opere cinematografiche italiane.
- Distribuzione internazionale: gestita da Istituto Luce – Cinecittà, per sostenere la distribuzione internazionale e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
- Esercizio cinematografico: per microimprese, specialmente quelle nuove o in piccoli comuni, per promuovere iniziative culturali e sociali.
La valutazione dei progetti è compito di una commissione nominata dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, con attenzione alla parità di genere. Le domande sono accettate in tre sessioni annuali, con risorse ripartite equamente e una dotazione finanziaria specifica per ogni linea di intervento, riservando almeno il 15% delle risorse a nuove imprese e reti.
Accordi internazionali di coproduzione
Gli accordi di coproduzione cinematografica tra l’Italia e altri Stati permettono alle imprese cinematografiche italiane di collaborare con omologhe estere nella produzione di film. Questi accordi sono disciplinati dall’Art. 6, comma 1 della Legge.
Questa normativa fornisce un quadro legale per la coproduzione, incentivando le collaborazioni internazionali e promuovendo la condivisione di risorse, competenze e mercati tra i paesi coinvolti. Attraverso questi accordi, l’Italia cerca di arricchire il proprio panorama cinematografico, incoraggiando lo scambio culturale e la diversificazione delle produzioni cinematografiche.
Bandi regionali
Incentivi erogati dalle Regioni per realizzare un’opera audiovisiva in Italia.
Crisi cinematografica e reazione del pubblico
Il report “Gli italiani e il cinema” del Ministero della Cultura evidenzia che oltre il 60% degli italiani non ha frequentato le sale nel 2022. Nonostante successi isolati come Avatar 2 e Il grande giorno di Aldo, Giovanni e Giacomo, gli incassi natalizi del 2022 hanno registrato un crollo rispetto al pre-pandemia, indicando una tendenza preoccupante per il cinema italiano. Questo, seppur sia un problema critico del settore, è una parte di un problema più ampio che investe il cinema mondiale.
Quello su cui andremo a focalizzarci, invece, è lo squilibrio tra i fondi pubblici – e ribadiamo, pubblici – erogati al cinema italiano e gli effettivi incassi al botteghino.
Squilibrio tra fondi pubblici erogati e incassi al botteghino
L’ombra di Caravaggio
Tra il 2017 e il 2022, ovvero dal rafforzamento del tax credit, il film ad avere ricevuto maggiori fondi è L’ombra di Caravaggio, di Michele Placido. Stando ai dati della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, al 22 dicembre 2022 il film ha ricevuto un totale di contributi pubblici di 5.008.948,34 euro, ripartiti tra Contributi selettivi di produzione (910.000 euro), Contributi selettivi di sviluppo (100.000 euro) e Tax Credit (3.998.948,34 euro). Il costo totale della produzione? 12.225.867,85 euro. Il film è uscito il film è uscito il 3 novembre 2022 e ha valicato anche i confini italiani. Questi i risultati ottenuti:
| EUROPA, MEDIO ORIENTE E AFRICA | ||
| Area | Data di rilascio | Incasso totale |
| Italia | 3 novembre 2022 | 2.182.618 $ |
| Francia | 28 dicembre 2022 | 1.955.284 $ |
| Ungheria | 6 luglio 2023 | 103.698 $ |
| Bulgaria | 6 gennaio 2023 | 22.029 $ |
| Lituania | 28 luglio 2023 | 7.499 $ |
| ASIA PACIFICO | ||
| Area | Data di rilascio | Incasso totale |
| Australia | / | 316.261 $ |
| Russia/CIS | 29 marzo 2023 | 129.399 $ |
I fratelli De Filippo
Al secondo posto troviamo I fratelli De Filippo, di Sergio Rubini, presentato come evento speciale alla 16° Festa del Cinema di Roma e uscito brevemente al cinema il 13, 14 e 15 dicembre 2021. È stato poi trasmesso in tv su Rai Uno il 30 dicembre 2021, con 3.944.000 spettatori, totalizzando il 20,3% di share. In totale, il film ha ricevuto 4.965.079,04 euro di contributi pubblici, ripartiti tra Reinvestimenti contributi automatici di produzione (296.662,60 euro), Contributi selettivi di produzione (890.000 euro) e Tax Credit (3.312.395,08 euro), per un costo totale di produzione ammontante a 8.997.758,43 euro. Il film ha incassato 87.984 euro nella sua vita breve al cinema.
L’Immensità
Al terzo posto troviamo L’Immensità, di Emanuele Crialese, con Penelope Cruz, in concorso al Festival di Venezia 2022. Il totale dei contributi pubblici ricevuto è stato di 4.811.749 euro, ripartiti tra Contributi selettivi di produzione (490.000 euro) e Tax Credit (4.321.749 euro), per un costo totale di produzione pari a 11.719.562 euro. Questi gli incassi ottenuti a livello globale:
| EUROPA, MEDIO ORIENTE E AFRICA | ||
| Area | Data di rilascio | Incasso totale |
| Francia | 11 gennaio 2023 | 1.429.072 $ |
| Italia | 15 settembre 2022 | 847.896 $ |
| Polonia | 14 aprile 2023 | 360.301 $ |
| Olanda | 23 marzo 2023 | 147.898 $ |
| Lituania | 27 marzo 2023 | 50.249 $ |
| Regno Unito | 11 agosto 2023 | 35.836 $ |
| Portogallo | 27 aprile 2023 | 17.201 $ |
| Spagna | 28 ottobre 2022 | 13.770 $ |
| Turchia | 17 febbraio 2023 | 12.191 $ |
| Bulgaria | 9 dicembre 2022 | 6.544 $ |
| Croazia | 31 agosto 2023 | 2.650 $ |
Pinocchio
Bisogna quindi scendere al quarto posto per vedere un film che ha ripagato le attese, superando le aspettative. Si tratta del Pinocchio di Matteo Garrone, che al cospetto di 4.587.074,51 euro di contributi pubblici (di cui 405.646,62 di reinvestimenti contributi automatici distribuzione 2022 e 4.181.427,89 di Tax Credit Produzione 2019), ha registrato numeri importanti a livello di incassi nazionali e internazionali.
| EUROPA, MEDIO ORIENTE E AFRICA | ||
| Area | Data di rilascio | Incasso totale |
| Italia | 19 dicembre 2019 | 17.802.983 $ |
| Olanda | 23 luglio 2020 | 1.170,751 $ |
| Regno Unito | 14 agosto 2020 | 1.112.442 $ |
| Polonia | 9 ottobre 2020 | 283.404 $ |
| Emirati Arabi Uniti | 17 settembre 2020 | 156.498 $ |
| Slovacchia | 3 settembre 2020 | 37.458 $ |
| Repubblica Ceca | 1 ottobre 2020 | 22.912 $ |
| Sudafrica | 1 gennaio 2021 | 15.226 $ |
| Croazia | 24 settembre 2020 | 13.435 $ |
| Ucraina | 12 marzo 2020 | 13.072 $ |
| Portogallo | 24 novembre 2022 | 7.375$ |
| Slovenia | 10 settembre 2020 | 7.058 $ |
| AMERICA LATINA | ||
| Messico | 11 marzo 2021 | 580.969 $ |
| Brasile | 21 gennaio 2021 | 156.167 $ |
| Colombia | 15 aprile 2021 | 42.219 $ |
| ASIA PACIFICO | ||
| Vietnam | 24 luglio 2020 | 214.934 $ |
| Australia | 19 novembre 2020 | 183.333 $ |
| Russia/CIS | 12 marzo 2020 | 179.946 $ |
| Nuova Zelanda | 19 novembre 2020 | 9.190$ |
Diabolik
Alla fine della top 5 troviamo Diabolik, dei fratelli Manetti: qui i contributi pubblici erogati sono stati in totale 4.446.300,59 euro (di cui 2.223.150,28 di Tax Credit Produzione 2019 e altrettanti 2.223.150,28 come Tax Credit Produzione 2020), a fronte di un costo produzione complessivo di 8.518.674,62 euro, meno della metà dei fondi pubblici ricevuti. In Italia l’incasso è stato di 3.189.418 dollari, mentre in Russia è stato di 42.004 dollari.
Dante
L’elenco prosegue con Dante, di Pupi Avati con Sergio Castellitto: 3.818.600 euro di finanziamenti statali per un incasso totale di 1.899.877 dollari solo ed esclusivamente italiani.
Siccità
Poi troviamo Siccità, di Paolo Virzì, che ha ricevuto 3.721.034 euro di fondi pubblici per un incasso totale di 1.991.294 dollari ripartiti tra Italia (1.988.969 dollari) e Bulgaria (2.325 dollari). Tralasciando quindi il costo di produzione complessivo, gli incassi al cinema non sono riusciti a pareggiare neppure il totale dei finanziamenti ricevuti.
La Stranezza
All’ottavo posto troviamo La Stranezza, di Roberto Andò con Toni Servillo e Ficarra e Picone: i contributi pubblici qui sono stati di 3.604.927,25 euro, per un costo di produzione totale pari a 10.037.258,20 euro. Non sono bastati i 6.146.481 dollari incassati in Italia e i 13.046 dollari incassati in Portogallo a pareggiare il costo di produzione.
Uno sguardo al 2022
Nel 2022, il box office italiano ha registrato incassi per 306,6 milioni di euro e 44,5 milioni di presenze, segnando un aumento rispetto al 2021 dell’81% negli incassi e del 79,6% nelle presenze. Tuttavia, rispetto alla media del periodo 2017-2019, c’è stato un calo del 48,2% negli incassi e del 51,6% nelle presenze. La produzione italiana (incluse le coproduzioni) ha contribuito per il 19,7% degli incassi (60,3 milioni di euro) e il 21,2% delle presenze (9,4 milioni), simile ai dati del 2021 e in linea con la media 2017-2019.
Il cinema statunitense ha dominato con il 58,5% degli incassi (179,2 milioni di euro) e il 56,1% delle presenze (24,9 milioni), leggermente inferiore alla media 2017-2019. Seguono il cinema britannico (34 milioni di euro, 11,1% del mercato), francese (8,6 milioni di euro, 2,8%) e australiano (6 milioni di euro, 2%).
I primi 10 film italiani hanno totalizzato 30,3 milioni di euro al box office (9,9% del totale e 50,3% della quota nazionale). In cima alla classifica generale si posiziona “Avatar – La via dell’acqua” con 27,5 milioni di euro e 3,1 milioni di presenze. I primi 10 film hanno rappresentato il 39,6% del box office totale (121,4 milioni di euro), con gli Stati Uniti e il Regno Unito che dominano la classifica dei maggiori incassi.
Il raffronto con gli altri mercati è però significativo.
Facciamolo grazie alle elaborazioni Cinetel su dati ComScore/CNC.
| ANNO 2022 | |||||
| PAESE | INCASSI | PRESENZE | QUOTA FILM NAZIONALI | DIFF. % 22/21 (INGRESSI) | DIFF. % 22/MEDIA 2017-2019 (INGRESS) |
| Francia | * | 151.979.000 | 40,9% | +59,2% | -26,9% |
| Germania | 693.264.152 | 74.310.769 | 19,9% | +95,1% | -26,4% |
| GB/Irlanda | 980.859.973 | * | 13,7% | +68,4% | -28,7% |
| Spagna | 376.384.414 | 59.924.348 | 21,4% | +48,9% | -37,8% |
| Italia | 306.622.567 | 44.535.891 | 19,5% | +79,6% | -48,2% |
*I riquadri mancanti sono dettati dal fatto che gli uffici di statistica nazionale si basano su un dato piuttosto che un altro. Ad esempio, in Francia, il Centre National de la Cinématographie et de l’imagine animée si focalizza sulle presenze invece che sugli incassi.
Tra i primi 20 maggiori incassi del 2022, troviamo solo 3 i film italiani e tutte fuori dalla top 10.
Infatti, al 13° posto troviamo La Stranezza, che come già scritto ha incassato 5.445.681 milioni di euro. Al quindicesimo posto, ecco Il Grande Giorno, con 4.334.077 euro, e infine, in 18° posizione Me contro Te Il Film – Persi nel Tempo, che ha incassato 3.520.469 euro (numeri questi ultimi alti anche per la necessità di un accompagnatore adulto per il vero target del film).
Potrebbe far sperare la percentuale positiva di ingressi rispetto alla stagione precedente, ma c’è da segnalare la presenza delle restrizioni Covid a fine 2021, che limitava l’accesso alle sale. Più significativo invece il trend ampiamente negativo rispetto al periodo 2017-2019, soprattutto se confrontato con le tendenze registrate negli altri mercati.
Uno sguardo al 2021
Guardando indietro, il panorama non cambia: tra i 20 film che hanno ottenuto gli incassi più alti nel 2021, solo tre sono italiani. Il primo è Me Contro Te – Il mistero della scuola incantata, in sesta posizione, che ha incassato 5.097.100 euro, ovvero quasi quanto il primo film italiano che troviamo nel box office 2022. Poi, al dodicesimo posto, troviamo Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto (3.199.741 euro), e infine, al quindicesimo posto l’ambizioso Freaks Out (2.668.768 euro).
Il box office 2020 è stato invece premiante per i film italiani, ma se guardiamo al box office 2019, possiamo dire che è stata solo una parentesi, tra l’altro segnata dall’evento pandemico. Al primo posto troviamo Tolo Tolo (46.201.300 €), seguito da Me Contro Te – La vendetta del Signor S (9.580.842 €) e Odio l’estate (7.516.356 €).
Questo podio tricolore rappresenta in tutto e per tutto qual è oggi in Italia il “Sistema” che funziona meglio a livello cinematografico: il genere della commedia, il prodotto di successo (che raddoppia o triplica gli ingressi a causa del pubblico di riferimento) e il volto noto (Checco Zalone, Aldo, Giovanni e Giacomo). Da notare poi la vertiginosa discrepanza tra gli incassi del film più visto e quelli registrati dai film che si trovano sui gradini più bassi del podio.
Conclusioni
In questa prima parte abbiamo snocciolato un po’ di numeri e dati, focalizzandoci sul rapporto ambiguo tra fondi pubblici erogati al cinema italiano e al frequente e a volte costante insuccesso di questi ultimi. Nel prossimo capitolo, a inizio gennaio, andremo a vedere alcuni dati su finanziamenti, budget, compensi e d export dei mercati esteri, cercando di capire, con i dati, se il problema è “nel” sistema, o “il” sistema.