“L’ANARCHIA È CIÒ CHE GLI STATI NE FANNO”
Nello scorso Osservatorio Delphi abbiamo chiesto alle italiane e agli italiani quali fossero le aspettative
per il 2026: sulla situazione internazionale il 31% si è detto ottimista, il 31% pessimista, il 26% ha detto
che sarebbe stato un anno sostanzialmente uguale al 2025. Nel mezzo l’incertezza della tregua su Gaza con l’esordio del governo tecnico, le tensioni sulla Groenlandia e le Svalbard, l’operazione militare Usa contro il regime di Maduro con Machado che regala il suo Premio Nobel per la Pace a Trump, le violente repressioni in Iran e la prospettiva di un possibile intervento armato americano, l’escalation della lotte tra curdi e siriani ad Aleppo. Ma concretamente, a chi attribuiscono le colpe della destabilizzazione delle relazioni internazionale le italiane e gli italiani?
VENTI DI GUERRA IN EUROPA
Per quanto riguarda il Vecchio Continente la pressione arriva da occidente e da oriente. Lo scorso 11 dicembre il segretario generale della Nato Mark Rutte ha messo in guardia i Paesi alleati dalla minaccia russa e da un possibile attacco all’Europa nei prossimi cinque anni. Abbiamo fatto la stessa domanda alle italiane e agli italiani, inserendo anche le mire sull’Artico del presidente Usa Donald Trump rispetto alle sue pretese sulla Groenlandia, territorio sovrano danese ma con governo indipendente.
LA LEVA OBBLIGATORIA IN ITALIA
Il ministero della Difesa si prepara ad un completo riassetto delle forze armate. In quest’ottica, lo scorso dicembre il ministro Crosetto ha parlato della necessità di avere “una parte kombat sempre più ampia” anche in funzione di un aumento delle missioni all’Estero. La necessità di aumentare le forze armate potrebbe passare dall’introduzione della leva su base volontaria, ma le italiane e gli italiani cosa ne penserebbero
della reintroduzione della leva obbligatoria?